Nella giornata odierna, il mercato obbligazionario ha rallentato la corsa al ribasso partita con l’avvio del QE ad inizio settimana. Lievi rialzi lungo tutta la curva dei rendimenti italiani, con il Btp decennale che rende l’1,163%. Maggiori i rialzi sulle brevi scadenze, con il triennale in rialzo allo 0,259%. Immobile il rendimento del decennale tedesco, a quota 0,26%, per un differenziale che resiste appena al di sotto dei 90 punti base. Situazione poco mossa anche per gli altri paesi periferici. Sull’Eurozona permane però un certo timore per la Grecia, con il governo Tsipras che sta faticando a trovare una linea negoziale produttiva con l’Europa. Il decennale ellenico è il aumento, con rendimento al 10,77%; il del biennale ellenico è al 19% e quello del quinquennale al 15,5% circa. Settimana segnata da record specialmente nelle lunghissime scadenze, dove sono stati aggiornati continuamente i minimi. Secondo gli analisti, il rallentamento è dovuto anche a qualche presa di profitto, ma il trend dei rendimenti resta decrescente. Un rallentamento nella discesa è pronosticabile da fine marzo, quando il reale ritmo di acquisti Bce sarà noto e gli investitori non saranno più propensi a comprare obbligazioni con rendimenti così bassi. Rumors di mercato riportano inoltre che il Tesoro italiano sta valutando l’emissione di un nuovo titolo con scadenza 15 anni, sfruttando appieno il recente abbassamento dei tassi. Prosegue l’indebolimento dell’euro contro il dollaro, con il cambio intraday tornato appena al di sotto di quota 1,05. (riproduzione riservata)