Il mercato obbligazionario dell’area euro segna una seduta poco movimentata su volumi contenuti, con i deludenti dati macro ma con il successo delle aste italiane. L’inflazione tedesca è rimasta particolarmente debole e fa immediatamente pensare alla necessità di estendere il Qe della Bce, che porterebbe gli acquisti oltre settembre 2016, dato che dopo 7 mesi di intervento non si riesce ancora ad ottenere gli effetti desiderati. Il tasso del Bund decennale si è attestato in calo allo 0,587% , mentre la curva italiana ha fatto leggermente peggio, il Btp quinquennale ha chiuso allo 0,75%, il decennale all’1,73% e il trentennale al 2,83%. Il rendimento del Bonos spagnolo decennale è sceso all’1,91%, per un differenziale col titolo tedesco a 131 pt, mentre il Btp/Bund si è attestato a 114 pt. Nel dettaglio l’inflazione tedesca in Germania è scesa dello 0,2% a settembre, attestandosi al di sotto delle stime, ed è rimasta invariata rispetto lo scorso anno; l’ indice dei prezzi al consumo armonizzato in Spagna è diminuito invece, dell’1,2% annuale, contro il consenso di -0,7%. In America il tasso del Treasury decennale viaggia in negativo sul 2,08%, in scia della fiducia dei consumatori Usa, che è salita oltre le attese a settembre a 103 pt, al top da gennaio. Nonostante le turbolenze sui mercati azionari mondiali, le emissioni italiane hanno registrato una solida domanda: il Tesoro italiano ha collocato 2 mld di Btp a 5 anni con rendimento in calo allo 0,71% dallo 0,84% di agosto, e 3 mld di titoli decennale all’1,82%. Inoltre, sono stati emessi anche 3 mld del nuovo CCTeu a dicembre 2022 con tasso allo 0,76%. (riproduzione riservata)