Nella giornata odierna l’Eurostat ha reso noti i dati relativi alla produzione industriale dell’Eurozona. L’indicatore nel mese di luglio ha registrato un incremento dell’1% a livello mensile e del 2,2% su base annua. A livello nazionale da segnalare le performance negative dell’Italia e della Grecia. Secondo le stime Istat, nel nostro Paese la produzione industriale ha assistito ad una flessione dell1% rispetto al mese di giugno e dell’1,8% in confronto a luglio 2013. Il dato odierno è risultato ben al di sotto delle aspettative degli analisti ed ha mostrato un’ulteriore frenata per l’economia italiana. L’indice, ora ai minimi da aprile 2009, ha accusato la flessione del comparto industriale ed in particolare dei beni di consumo e di quelli strumentali. Sempre sul fronte macroeconomico nazionale, oggi l’Istat ha confermato la stima preliminare sull’inflazione che, nel mese di agosto, ha segnato un +0,2% mensile ed un –0,1% su base annua.
Sul mercato obbligazionario gli spread periferici sono in leggero allargamento, complice l’avversione al rischio geopolitico che sta contribuendo alla riduzione dei rendimenti dei titoli core. Il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la mattinata odierna a quota 140 punti, con il decennale italiano che offriva un rendimento del 2,46%, ed ha proseguito al rialzo. Andamento analogo per lo spread Bonos/Bund che, dopo l’apertura a 126 centesimi, ha proseguito in allargamento. (riproduzione riservata)