Giornata di giovedì che vede protagonista Mario Draghi nella riunione della Bce in cui il presidente fa volare i listini europei con le sue dichiarazioni. Ma meglio procedere con ordine: il tasso sui depositi e il tasso di interesse rimangono invariati rispettivamente a -0,03% e 0,05%. In seguito a queste decisioni il numero uno dell’Eurotower manda un doppio messaggio ai mercati. In primo luogo la Bce è pronta a varare nuove misure a marzo per far ripartire un’inflazione calpestata dal crollo del petrolio. Il secondo messaggio, quello che rassicura maggiormente le banche, è che l’autorità di vigilanza non è intenzionata a chiedere nuovi rafforzamenti di capitale agli istituti di credito. Mario Draghi ha dichiarato che i rischi per l’area euro sono aumentati nel nuovo anno per l’incertezza nei Paesi emergenti, la volatilità sui mercati finanziari e l’instabilità geopolitica. Questo comporta pressioni al ribasso sull’inflazione. Il 10 marzo, quando verranno diffuse le nuove stime di inflazione, probabilmente al ribasso, Mario Draghi potrebbe annunciare nuovi interventi, a partire dall’estensione del Qe; la Bce ha il potere, la volontà e la determinazione di agire e non ha limiti nelle sue possibilità di intervento. Con queste parole il presidente della Bce conclude la riunione e i mercati reagiscono con decisa euforia. Lo spread Btp/Bund si è riportato nuovamente sotto i 120 pb con il rendimento dei Btp pari a 1,556% e quello dei Bund decennali tedeschi a 0,455%. (riproduzione riservata)