Inizia una settimana decisiva sul fronte Grecia. Il clima costruttivo con cui sono proseguiti i negoziati tra creditori internazionali e governo ellenico nel fine settimana non ha allontanato lo scetticismo del mercato. A destare preoccupazione non è tanto il rimborso di 220 mln di euro al Fmi previsto per dopodomani, quanto i 750 mln in scadenza il 12 maggio. Il governo Tsipras deve infatti risolvere il nodo della riforma delle pensioni per evitare che mercoledì la Bce decida di applicare scarti di garanzia più elevati sui collateral usati dalle banche elleniche per alimentare il flusso di liquidità di aiuti Ela. Secondo Holger Schmieding, Berenberg Bank di Londra, un accordo nei prossimi giorni è alquanto improbabile. Nel frattempo il rendimento biennale greco è salito di 41 punti base ed è tornato sopra quota 20%. Ancora rialzi sulla curva dei tassi tedesca, dove il quinquennale ha raggiunto lo 0,037%, mentre il Bund decennale è arrivato allo 0,048%. Anche la curva italiana ha chiuso al rialzo nelle scadenze superiori ai 2 anni: il rendimento biennale è rimasto invariato allo 0,17% mentre il quinquennale e il decennale sono saliti rispettivamente allo 0,674% e all’1,53%. Prosegue invece il trend al ribasso degli spread periferici (aiutati dall'aumento del rendimento sul Bund): il differenziale Btp/Bund scende a 108 pb, il Bonos/Bund a 106 pb e l’Ot/Bund a 169 pb. Dal lato macro, segnali positivi arrivano dal Pmi di aprile del settore manifatturiero dell’Eurozona,ancora in leggero aumento. Tra i migliori il dato italiano, sostenuto dalle maggiori esportazioni e dalla ripresa degli ordini interni. (riproduzione riservata)