Grecia in primo piano. Concluso il periodo di sell-off sull’obbligazionario dell’eurozona, l’inizio di settimana si è rivelato difficile per i bond periferici. Da Atene non stanno trapelando notizie e la situazione di stallo sta innervosendo il mercato. Il titolo biennale greco è crollato fin dall’apertura con il rendimento che è schizzato di 313 pb al 24,143%. Il commissario europeo Moscovici ha provato a smorzare gli animi, evidenziando gli ampi passi avanti fatti dal governo ellenico in materia di privatizzazioni. Tuttavia, se il pagamento di pensioni e salari del settore pubblico non desta preoccupazioni, il rimborso rateizzato di 1,5 mld al Fmi di giugno potrebbe creare seri problemi di liquidità alla Grecia. Un accordo entro la fine del mese con i creditori si fa sempre più necessario. Il Bund tedesco ha ripreso il suo ruolo di bene rifugio con il rendimento decennale stabile allo 0,649%. I rendimenti italiani hanno invece perso la correlazione con quelli tedeschi vista e sono balzati in avanti, specialmente sul tratto lungo della curva: il quinquennale è salito allo 0,789%, il decennale all’1,91% e il trentennale ha chiuso sopra il 3%. Il sentiment di mercato si è riflesso anche sui premi per il rischio periferici/core, con il Btp/Bund a 125pb, Bonos/Bund 120pb e Ot/Bund a 178pb. In una giornata povera di dati macro, il Fmi ha ritoccato al rialzo le stime di crescita italiane: 0,7% quest’anno e 1,2% per il 2016. L’apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro ha rallentato dopo la pubblicazione dell’indice Nahb sul settore immobiliare inferiore al consenso; l’Eur/Usd ha chiuso a 1,1352. (riproduzione riservata)