
Settimana scorsa hanno debuttato sul SeDeX 18 nuovi Callable Cash Collect certificates emessi da Goldman Sachs su singoli titoli azionari: hanno tutti una scadenza triennale (10 giugno 2027) e non prevedono alcuna opzione di esercizio anticipato, almeno non nella classica versione «autocallable», cioè di tipo «automatico», legata al rispetto di una condizione prefissata da parte dei sottostanti in gioco. In questo caso c’è invece la possibilità che gli strumenti vengano rimborsati anticipatamente, riducendo anche in modo drastico la durata effettiva dell’investimento, ma solo per effetto di una cosiddetta opzione «callable», che attribuisce all’emittente una facoltà unilaterale di decidere l’eventuale richiamo di uno o più strumenti a sua totale discrezione. Questa opzione non implica quindi alcuna particolare aspettativa sui sottostanti d’interesse da parte dell’investitore, che dovrà essere semplicemente consapevole del fatto che Goldman Sachs a un certo punto potrebbe decidere di chiudere la posizione prima della scadenza.
All’atto pratico, il richiamo anticipato dei prodotti non comporterebbe comunque alcun tipo di penalizzazione per l’investitore, se non quello di una chiusura prematura dell’investimento: il rendimento previsto sarà però corrisposto in modo integrale, in proporzione naturalmente all’effettiva durata della posizione operativa. Una volta trascorso il primo semestre (10 dicembre 2024), ogni mese l’emittente potrà decidere a sua totale discrezione e con un preavviso non inferiore a 5 giorni lavorativi (prima notifica entro il 3 dicembre 2024), di richiamare anticipatamente l’investimento a fronte del pagamento del 100% del valore nominale dello stesso (100 euro) e degli interessi maturati dal prodotto fino a quel momento, esattamente come accade per i Cash Collect di tipo “autocallable”, dove l’esercizio anticipato si può verificare solo a seguito di un particolare scenario di mercato, ma per i quali il conseguente rimborso viene poi definito in modo analogo.
Entrando maggiormente del dettaglio dei prodotti appena quotati, prevedono tutti il pagamento di una serie di premi mensili di tipo incondizionato, che saranno pagati a partire già dal prossimo 10 luglio, indipendentemente dal comportamento dei sottostanti in gioco: gli importi previsti andranno da un minimo dello 0,35% lordo (il 4,2% lordo annuo) del Cash Collect su Enel a un massimo dello 0,65% lordo (il 7,80% lordo annuo) di quello su Banca Mps. I primi sei importi saranno garantiti, mentre successivamente saranno vincolati al fatto che i certificati non vengano richiamati dall’emittente per effetto dell’esercizio dell’opzione callable: in caso di rimborso, infatti, i premi di competenza dei mesi successivi alla data di richiamo non potranno più essere corrisposti.
A scadenza, quindi in caso di mancato richiamo anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi di rimborso: a) se il sottostante di riferimento chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta per tutti al 50% del rispettivo valore iniziale, il rimborso sarà pari al prezzo di emissione (100 euro). Il valore nominale sarà cioè garantito a meno che il titolo non perda più del 50% al termine dei tre anni di vita dello strumento; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto della barriera, il rimborso sarà commisurato alla perdita finale maturata dal titolo, che in questo caso sarà evidentemente superiore al 50%. In entrambi gli scenari sarà comunque sempre pagato l’ultimo premio mensile di competenza, che sarà infatti anch’esso di tipo incondizionato. (riproduzione riservata)