
Mercoledì 29 ottobre hanno debuttato sul SeDeX 10 nuovi certificati targati Vontobel, denominati «Premi Fissi Cash Collect Callable» su panieri «Worst of» tematici e multisettoriali composti da azioni europee, americane e cinesi attive nei segmenti tecnologico, industriale, bancario, automotive, energetico, minerario, della difesa e del lusso. La scadenza è di due anni e mezzo (27 aprile 2028) e non prevede alcuna opzione di esercizio anticipato, non nella classica versione «autocallable», cioè di tipo «automatico», legata al rispetto di una condizione prefissata da parte dei sottostanti in gioco. La possibilità che gli strumenti vengano rimborsati anticipatamente, riducendo anche in modo drastico la durata effettiva dell’investimento, è legata a un’opzione «callable» che si attiverà a partire dal sesto mese (aprile 2026) e attribuirà all’emittente la facoltà di decidere l’eventuale richiamo di uno o più strumenti a sua totale discrezione. Questa opzione non implica alcuna particolare aspettativa sui sottostanti da parte dell’investitore, che dovrà semplicemente tenere conto del fatto che ogni mese Vontobel potrebbe decidere di chiudere la posizione prima della scadenza.
Quanto al potenziale di rendimento, i prodotti appena quotati prevedono tutti il pagamento di una serie di premi mensili di tipo incondizionato, che saranno corrisposti a partire già dal prossimo 5 dicembre, indipendentemente dal comportamento dei sottostanti in gioco, quindi anche in presenza di uno scenario eventualmente negativo: gli importi previsti andranno da un minimo dello 0,85% lordo (il 10,20% lordo annuo) del Cash Collect su Bmw, Byd, Renault e Volkswagen a un massimo dell’1,10% lordo (il 13,20% lordo annuo) garantito da ben quattro dei 10 certificati di questa serie. All’atto pratico, il richiamo anticipato dei prodotti non comporterà alcun tipo di penalizzazione per l’investitore, se non quello di una chiusura prematura dell’investimento: il rendimento previsto sarà infatti corrisposto in modo integrale, in proporzione all’effettiva durata della posizione operativa. In caso di richiamo anticipato i certificati saranno rimborsati al loro valore nominale (100 euro) e pagheranno i premi mensili fino a quando rimarranno attivi sul mercato.
A scadenza, quindi in caso di mancato richiamo anticipato, potranno infine verificarsi i classici due scenari alternativi: a) se il sottostante peggiore del paniere chiuderà a un livello non inferiore alla barriera posta per tutti al 55% del rispettivo valore iniziale, il rimborso sarà di nuovo pari al prezzo di emissione (100 euro). Il valore nominale sarà cioè garantito a meno che uno dei titoli coinvolti non perda più del 45% nell’arco dei prossimi due anni e mezzo; b) se anche un solo titolo chiuderà invece al di sotto della barriera, il rimborso sarà commisurato alla perdita finale maturata dal sottostante peggiore. In entrambi gli scenari sarà comunque pagato l’ultimo premio mensile, che rimarrà infatti anch’esso di tipo incondizionato. (riproduzione riservata)