
Da circa un paio di settimane sono quotati sul SeDeX di Borsa italiana 10 nuovi certificati targati Intesa Sanpaolo e denominati Airbag Express: nove di questi prodotti sono legati panieri «Worst of» composti ognuno da tre o quattro titoli azionari, accomunati da una logica di tipo settoriale (tech, automotive, finanza, energia e lusso) o geografica, mentre il decimo è legato a un basket sempre di tipo «Worst of», che coinvolge però quattro indici, il Ftse Mib, l’EuroStoxx Banks, il Nasdaq100 e il Nikkei225.
Sono strumenti a rendimento cedolare, che prevedono, cioè, il pagamento di una serie di importi prefissati con una cadenza anch’essa predefinita. Nello specifico, questi certificati pagheranno tre premi di tipo incondizionato al termine di ognuno dei primi tre mesi (11 ottobre, 11 novembre e 11 dicembre 2024), mentre successivamente, sempre con cadenza mensile, potranno corrispondere delle cedole di pari importo alle tre precedenti, ma di tipo condizionato, che saranno cioè corrisposte sono se tutti i titoli di un paniere rispetteranno un livello barriera posto al 60% o 65% per gli Express su titoli, al 70% per quello su indici. Nel dettaglio, l’ammontare dei premi mensili va da un minimo dello 0,65% lordo (il 7,80% su base annua) del certificato su Repsol, TotalEnergies, Enel, Eni a un massimo dell’1,10% lordo (il 13,20% annualizzato) di quelli su Stellantis, Porsche, Tesla e Amd, Amazon.com e Nvidia). Come detto, a partire dal quarto mese (13 gennaio 2025), questi importi saranno effettivamente corrisposti nelle occasioni in cui nessuno dei titoli o indici in gioco chiuderà a un livello inferiore alla barriera: in caso contrario, lo stesso importo sarà accantonato per essere poi eventualmente recuperato alla prima occasione utile, nel momento in cui la stessa condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata (effetto memoria).
A partire dalla fine del primo anno (11 settembre 2025), all’opzione di pagamento del premio mensile si affiancherà anche un’opzione Autocallable, che potrà determinare l’esercizio anticipato dello strumento se tutti i titoli o indici in gioco rispetteranno proprio il «Livello di Esercizio Anticipato», che nell’occasione sarà di tipo «Step Down»: partendo da un valore iniziale pari al 100% dello strike, questa soglia limite diminuirà infatti nel tempo, rendendo progressivamente più accessibile la condizione di esercizio. In particolare, ogni sei date di valutazione (sei mesi) il Livello di Esercizio Anticipato diminuirà di 5 punti, arrivando eventualmente all’85% dello strike da marzo ad agosto 2027: se in corrispondenza di una data di valutazione mensile nessuno dei titoli o indici in gioco chiuderà a un livello inferiore alla soglia limite prevista per quella data, il certificato sarà liquidato anticipatamente al suo prezzo di emissione (100 euro) e pagherà anche tutti gli importi addizionali dovuti, visto che la condizione di pagamento risulterà implicitamente rispettata.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi e sarà proprio qui che potrà entrare in gioco il meccanismo «Airbag»: a) se alla data di valutazione finale nessuno dei titoli o indici di un paniere chiuderà a un livello inferiore alla barriera, posta sempre al 60%, 65% o 70% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio mensile e di quelli eventualmente non incassati nelle date di valutazione precedenti; b) se almeno uno dei titoli o indici in gioco chiuderà invece con una perdita finale superiore al 30%, 35% o 40%, ecco che l’effetto Airbag permetterà di ammortizzare la performance negativa. Solitamente, in questo scenario negativo, l’importo di liquidazione sarebbe allineato alla performance finale maturata dal titolo o indice peggiore, cioè di quello che avrà registrato la perdita più ampia, «Worst of» appunto, ma in questo caso l’effetto Airbag introdurrà un importante ammortizzatore: l’importo di liquidazione classico, calcolato come rapporto tra il valore di riferimento finale e quello iniziale del sottostante peggiore, sarà a sua volta moltiplicato per un cosiddetto «Fattore Airbag», dato dal rapporto tra lo strike e la barriera, che sarà sempre maggiore dell’unità. Un certificato con barriera al 60% avrà un «Fattore Airbag» pari a 1,6667 (=100/60). Un certificato con barriera al 65% avrà un «Fattore Airbag» pari a 1,5385 (=100/65). Un certificato con barriera al 60% avrà un «Fattore Airbag» pari a 1,4286 (=100/60). Di fatto, la partecipazione alla performance del sottostante peggiore sarà circoscritta alla sola parte eccedente la barriera e non più calcolata rispetto al valore iniziale. (riproduzione riservata)