Il mercato obbligazionario del Vecchio Continente ha registrato una giornata poco movimentata su tassi stazionari, con il secondario italiano che è risultato più solido della controparte spagnola. Durante una audizione al Parlamento europeo, intanto, il presidente della Bce Mario Draghi, ha ribadito di poter contare sulla flessibilità degli strumenti di politica monetaria, e ha dichiarato che servirà tempo per valutare l’impatto delle misure sulle prospettive di crescita mondiale. Il tasso del Bund decennale ha chiuso allo 0,598%, mentre il Btp a 1,74% per un differenziale a 114 pt; il titolo a 10 anni spagnolo è salito all’1,97% per uno spread Bonos/Bund a 136 pt. Sul fronte dei dati macroeconomici l’indice Pmi composito dell’Eurozona di settembre si è attestato nella lettura preliminare a 53,9 pt, in calo rispetto ad agosto, mentre il manifatturiero è risultato superiore al consenso a 52,5 pt. Mentre il Pmi composito della Germania è sceso rispetto ad agosto a 54,3 pt, l’indice francese ha segnato un rialzo rispetto ai 50,2 pt di agosto a 51,4, con l’avanzamento del manifatturiero e dei servizi. Dall’altra parte d’Oceano il Treasury decennale viaggia in salita sul 2,15% dopo i ribassi delle scorse sedute, sulla scia dell’indice Pmi manifatturiero Usa ancorato ai minimi da 2 anni e mezzo. Nella seduta di mercoledì, inoltre, la Germania ha collocato sul primario 3,32 mld di Schatz a 2 anni con rendimento a -0,26%. Il prezzo medio e quello minimo accettato hanno combaciato, configurando l’asta come “senza coda”, mentre la domanda è stata robusta con bit-to-cover a 2,4, segno che l’appetito per il rischio da parte del mercato rimane esitante. (riproduzione riservata)