Il Tesoro di Roma ha collocato nell’asta odierna tutti i 7 miliardi di euro del nuovo Bot al 13 marzo 2015, facendo il pieno di liquidità. Via XX Settembre ha superato positivamente l’emissione odierna, ottenendo un rendimento medio in calo allo 0,592%. Tuttavia, è in ribasso anche il Bid-to-cover, sceso a 1,53: la domanda del titolo a 1 anno si è ridotta di circa 3 miliardi di euro in valore assoluto rispetto all'asta precedente, a causa del costo di finanziamento sui minimi che ha attenuato l’appetito per il titolo. L’appuntamento principale per il Tesoro italiano resta quello di domani, quando saranno offerti Btp con scadenza a dicembre 2016, maggio 2021, settembre 2028 e febbraio 2037.
Sempre sul primario, l’agenzia del debito tedesca ha oggi portato a casa un buon risultato, con il collocamento di 3,318 miliardi di euro di Schatz a marzo 2016. L’ammontare offerto, relativamente basso, è stato digerito tranquillamente dagli investitori: la nuova carta con scadenza a 2 anni ha raccolto una domanda molto forte, per un Bid-to-cover in rialzo al 2,6. In lieve rialzo però anche il rendimento medio, che si è attestato allo 0,15% dallo 0,11% del precedente collocamento.
Sul secondario, invece, lo spread tra il Btp benchmark e il decennale tedesco, dopo l'asta Bot, è in leggero allargamento e si mantiene a quota 183 punti base, per un tasso retributivo del 3,43%. In rialzo anche il differenziale di rendimento tra il titolo di Stato spagnolo e il Bund, che segna 178 centesimi, con il Bono che paga il 3,37%.
Fra i dati macro, oggi il focus è stato sulla produzione industriale di gennaio dell'Eurozona, che ha riservato una brutta sorpresa agli operatori. Dopo la riduzione di dicembre (-0,4%), infatti, l’esito era oggi atteso in rialzo; tuttavia, a gennaio i 18 paesi dell’area euro hanno registrato un calo dello 0,2%, mentre l’Ue a 28 paesi ha segnato un +0,1%. La produzione industriale italiana è invece cresciuta dell1%, per una aumento annuale dell’1,4%; nell’Eurozona l’incremento annuale resta comunque positivo e segna un +2,1%.
Il calendario macroeconomico segna anche la lettura definitiva dell'inflazione in Spagna, rimasta invariata a +0,2% su base annua.