Il mercato obbligazionario europeo ha registrato una seduta in forte rialzo, in controtendenza ai ribassi dei listini azionari, dopo la pubblicazione pomeridiana dei dati macro americani. I dati del mercato del lavoro Usa sono risultati peggiori delle previsioni e non rafforzano la determinazione della Fed a procedere a un rialzo dei tassi accelerato: i payroll si sono attestati ben al di sotto del consenso e gli investitori hanno riversato le preoccupazioni sul mercato, che stava provando a rimbalzare. Mentre nella mattinata i bond dei Paesi core e periferici hanno trattato in fase laterale, nella seconda parte della giornata abbiamo assistito ad un forte calo dei rendimenti. Il tasso del Bund decennale si è attestato allo 0,517%, la curva italiana ha fatto leggermente peggio con il Btp quinquennale che ha chiuso allo 0,68%, il decennale ha chiuso all’1,64% e il trentennale al 2,77%. Il tasso del Bonos spagnolo è sceso all’1,78%, per uno spread Bonos/Bund allargato a127 pt, mentre il Btp/Bund si è attestato a113 pt. Sul fronte dei dati macroeconomici dell’area euro l'indice dei prezzi alla produzione industriale nell'area euro è diminuito ad agosto dello 0,8% su base mensile e del 2,6% rispetto ad un anno fa. Il consenso degli economisti prevedeva un -2,4%. Il calo del dato è dovuto principalmente ai prezzi dell'energia, ma anche escludendoli l'indice è comunque sceso dello 0,2%. Questi numeri, puntualizza un analista, "aggiungono pressione sulla Bce affinché agisca per scongiurare il rischio di deflazione". Il tasso del Treasury decennale viaggia quindi in forte calo sull’1,83%; dopo una mattinata in moderata ascesa, le quotazioni del petrolio Wti registrano in chiusura una correzione dell’1,10% a 44,25 dollari al barile. (riproduzione riservata)