Tassi dell’eurozona in rialzo. La minaccia da parte del governo greco di non rimborsare le rate del prestito al Fmi per giugno, spaventano i mercati. Iniziano a moltiplicarsi le voci su una possibile ristrutturazione del debito o sull’abbandono della moneta unica da parte della Grecia: tuttavia il raggiungimento di un accordo con il Brussels Group entro fine mese rimane lo scenario più probabile. La situazione ellenica continuerà a tenere alta la tensione, con la speranza che dal G7 previsto in settimana possa arrivare qualche indicazione in più sulle reali intenzioni greche. Nonostante i bassi scambi, dovuti anche alla chiusura di molte piazze finanziarie, i bond europei periferici hanno sofferto fin dalle prime ore della giornata, facendo schizzare in alto gli spread. I tassi italiani hanno chiuso al rialzo lungo tutta la curva: quinquennale allo 0,782%, decennale all’1,96% e trentennale al 3,02%. Il Bund decennale tedesco è fermo al 0,603%, causa la chiusura del mercato di Francoforte, mentre il differenziale Btp/Bund è salito a 136pb e il Bonos/Bund a 119pb. Sul movimento dei titoli spagnoli, pesano anche le elezioni amministrative, che evidenziano la perdita di consensi del presidente Rajoy e l’ascesa del movimento anti-austerità Podemos. Anche in Polonia, la vittoria a sorpresa dell’euroscettico Duda alle elezioni presidenziali spinge fortemente al rialzo i rendimenti dei titoli governativi nazionali. Prosegue la discesa dell’Eur/Usd che ha chiuso a 1,0974: il deprezzamento dell’euro degli ultimi mesi ha fatto da volano per le esportazioni italiane ad aprile verso USA (+36,4%) e Cina (+17,9%).(riproduzione riservata)