Nella giornata odierna l’Istat ha reso noti i dati definitivi relativi al Pil italiano. Nel periodo da aprile a giugno 2014 il prodotto interno ha accusato una flessione dello 0,3% rispetto allo stesso periodo del 2013 e dello 0,2% in confronto al primo trimestre dell’anno. I dati odierni sono il risultato del nuovo sistema di calcolo Sec 2010 e mostrano un ulteriore peggioramento dello stato di salute dell’economia italiana. Secondo le stime di Moody’s, l’Italia chiuderà il 2014 con un –0,3% e tornerà a crescere solo nel 2015. Risultati negativi sono emersi quest’oggi anche dall’analisi sull’andamento deficit-pil. Il rapporto di indebitamento si è attestato infatti al 3,8% nei primi sei mesi dell’anno con un peggioramento di 0,3 punti rispetto al medesimo periodo del 2013.
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la seduta odierna a quota 147 punti con il titolo decennale italiano che offriva un rendimento del 2,30%. In giornata lo spread ha accusato un ampio allargamento, superando quota 170 centesimi, complice la continua corsa degli investitori verso i titoli core. La flessione dei listini azionari ha infatti spinto gli operatori verso i titoli di Stato più sicuri ed in giornata il costo del finanziamento del decennale tedesco ha aggiornato il minimo storico allo 0,75%. Andamento in forte rialzo anche per gli altri spread periferici dell’Eurozona ed in particolare in Grecia dove, dopo l’allarme lanciato da Fitch sulle possibili carenze di capitale delle banche, il rendimento del decennale ellenico ha accusato un rialzo di oltre 60 basis point. (riproduzione riservata)