I mercati si stanno stabilizzando. Le Borse europee viaggiano in rialzo (+1,17% il Dax) e lo spread Btp/Bund tratta a quota 146,297 punti base, in calo rispetto ai 151,704 pb della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale tedesco, ora al +0,016%, è sceso ieri, per la prima volta nella storia, in negativo. Inoltre quello del biennale è calato fino al -0,59%, livello record e quasi 20 punti base sotto il tasso sui depositi della Bce, e quello quinquennale fino al -0,47%. Dopo lo sfogo dei mercati di ieri, in un contesto di percezione di Brexit predominante, il mercato sta affrontando una fase di stabilizzazione, a distanza di 8 giorni dal referendum, si ricorda però che prima di allora saranno ancora molteplici i sondaggi che verranno pubblicati, per cui il clima di cautela rimane diffuso, come testimoniato dall'elevato livello delle volatilità implicite su opzioni su sterlina. Rimane difficile o quantomeno improbabile che il Fomc stasera lanci messaggi da falco. Più probabile che qualche investitore resti deluso da un eventuale inazione della Banca centrale del Giappone domani. Tornando all'Eurozona comunque, la periferia resta sotto la pressione della Brexit. Ieri lo spread ha chiuso sopra 150 punti base superando anche, nel corso della seduta, quota 152 pb, massimi dal 16 febbraio. Con l'approssimarsi del referendum in Gran Bretagna sono sempre minori le chance di sollievo per i titoli di Stato periferici. Il fatto che il rendimento del Bund sia sceso in territorio negativo " un altro forte segnale che ricorda agli investitori la necessità di ripensare l'approccio al fixed income mentre si diffonde la nipponizzazione dell'Europa. Le Banche centrali sono diventate attori dominanti nel mondo obbligazionario per raggiungere i propri obiettivi economici. (riproduzione riservata)