La Grecia non convince il mercato. Con la riapertura di molte piazze finanziarie dopo le festività di ieri, è evidente la paura diffusa tra gli investitori. Il negoziato con i creditori andrà avanti ad oltranza con l’obiettivo di raggiungere un accordo prima del 5 luglio, data del primo rimborso al Fmi. Tuttavia anche un successo nelle trattative non sarebbe definitivo: a luglio la Grecia dovrà rimborsare altri 3,5 mld alla Bce. La critica crisi di liquidità ellenica spaventa gli investitori che hanno fatto scorta di titoli rifugio sull’obbligazionario: forti acquisti sui bond core europei, governativi svizzeri (con il rendimento decennale tornato sotto lo zero) e anche sul Treasury. Il rendimento del Bund decennale tedesco è sceso allo 0,554% mentre hanno fatto fatica i titoli spagnoli e portoghesi. Confuso sali e scendi dei tassi lungo la curva italiana: in crescita il quinquennale allo 0,825% mentre è calato all’1,94% il decennale. Poco mosso lo spread Btp/Bund a 139pb mentre significativo il balzo del Bonos/Bund a 134pb sul quale influisce il frammentario risultato politico delle amministrative. Giornata importante sul primario italiano con l’asta di Btp indicizzati e Ctz. Il Tesoro ha collocato 532,7 mln di Btpei a scadenza 2023 e altri 467,3 mln di Btpei a scadenza 2026: in evidenza il forte rialzo del rendimento su quelli a scadenza più lunga dallo 0,13% dello scorso marzo allo 0,99%. Domanda debole per l’asta di 1,977 mld di Ctz biennali (bid to cover all’1,62) con il rendimento in calo di 2pb allo 0,062%, nuovo minimo storico. Ancora in ribasso la moneta unica con l’Eur/Usd a 1,0888. (riproduzione riservata)