Le Borse europee stanno crollando con il Dax che lascia sul terreno il 7,15%, sul valutario la sterlina è tornata a livelli che non si vedevano dal 1985 e lo spread Btp/Bund è decollato dai 130,67 punti della chiusura di ieri fino a 171,34 pb e viaggia ora a 161,807. Con la vittoria del Leave al referendum sulla Brexit, al di là della volatilità iniziale, il rendimento del Bund, dopo aver aggiornato il minimo storico al -0,17%, potrebbe scendere fino al -0,2/-0,3%, con un sensibile allargamento degli spread periferici. Il costo di finanziamento del decennale nipponico è calato fino al minimo storico al -0,215% e quello del trentennale allo 0,145%. La già fitta attività di trading sui bund tedeschi potrebbe intensificarsi ancora nel caso in cui il sentiment sugli attivi rischiosi, soprattutto riguardo agli istituti bancari europei, dovesse peggiorare con decisione. Nemmeno il rendimento negativo dei Bund potrebbe più rappresentare un deterrente sufficiente dato che quasi un quarto del debito governativo in circolazione nell'Eurozona si trova comunque in territorio negativo. Il comportamento delle Banche centrali sarà cruciale per la fiducia dei cittadini. Inoltre, per far fronte all'aumento dell'avversione al rischio nei Paesi periferici, testimoniato dal rialzo degli spread, la Bce potrebbe attivare il programma Omt, finora mai utilizzato, in modo da poter supportare un singolo Paese. Le aspettative che si sono formate sul rialzo dei tassi da parte della Fed propendono per un rinvio al 2017. La Bce ha erogato alle banche dell'Eurozona 399,3 mld di euro allo 0% nella prima operazione Tltro II da quattro anni, annunciata a marzo e effettuata due giorni fa. Gli istituti di credito che hanno richiesto la liquidità da Francoforte sono stati 514. (riproduzione riservata)