Cascate di vendite sui bond. Dopo l’apparente calma di ieri, è ripreso il pesante sell-off sull’obbligazionario, che colpito indistintamente tutti i titoli europei. Il crollo dei titoli a reddito fisso ha successivamente contagiotao tutti i mercati obbligazionari mondiali: i rendimenti giapponesi, australiani e soprattutto americani hanno tutti intrapreso un movimento al rialzo. Secondo la presidente della Fed, i tassi sui Treasury a lunga scadenza sono attualmente troppo bassi e il mercato sembra aver preso alla lettera le sue parole, continuando liberarsi dei titoli governativi. D’altra parte il deprezzamento del dollaro (Eur/Usd a 1,1242) spinge al rialzo il prezzo del petrolio che a sua volta rafforza le aspettative d’inflazione che portano su i tassi. Rimangono sempre dietro l’angolo le paure sulla Grecia: il cash ellenico inizia a scarseggiare come dimostra oggi l’intervento della BCE che ha alzato il livello di aiuti Ela di 1,1 mld, portati adesso a 80 mld. Il rendimento sul Bund decennale si è avvicinato ai 70 pb e ha chiuso le contrattazioni allo 0,608%. Significativi rialzi anche lungo la curva italiana: il rendimento trentennale è tornato poco sotto quota 3%, mentre il quinquennale e il decennale sono schizzati allo 0,804% e all’1,87%. La risalita di tutti i tassi dell’eurozona lascia sostanzialmente invariati gli spread: Btp/Bund a 119pb e Bonos/Bund a 115pb. Buoni i risultati sul mercato primario: l’asta di 6,5 mld di Bot annuali si è conclusa con l’inevitabile rialzo del rendimento (0,027%) rispetto al minimo di aprile, mentre tiene la domanda con il bid-to-cover a 1,81. Domani, agenda ricca di dati macro più asta di Btp. (riproduzione riservata)