Nel secondo giorno del QE i rendimenti del Bund e del Btp decennali hanno aggiornato i minimi storici, rispettivamente allo 0,230% e all'1,2215%. Osservando la curva dei rendimenti italiana, si nota un appiattimento di tutta la curva, segno che la Bce sta comprando molto anche sulla parte a lunga scadenza. Per i titoli italiani, la scadenza a 3 anni ha rendimento in calo a 0,325%, la scadenza a 5 anni 0,496% e quella a 10 anni 1,231% (vicina la parità con il Bonos); il Bund decennale ha chiuso a 0,234%, per un differenziale a quota 98 punti base. Secondo le stime degli economisti, il target iniziale del decennale tedesco è allo 0,15%, per poi arrivare allo zero; al momento i tassi tedeschi sono negativi fino ai 7 anni. Brutto dato sul fronte macro italiano: la produzione industriale è scesa dello 0,7% su base mensile, dopo due mesi di crescita. Sul mercato primario, la Germania ha collocato 1,872 mld in Bundei con scadenza aprile 2026 al -0,89%, con bid-to-cover pari a 1,3. L’Olanda ha invece collocato 2,7 mld in Dsl a 3 anni con rendimento negativo (-0,129%). Il QE sta facendo sentire il suo effetto anche sulla moneta unica: cambio euro/dollaro è sceso fino a 1,0730, sui minimi da aprile 2003. Gli analisti hanno sottolineato che alla debolezza intrinseca dell'euro, si unisce la forza del biglietto verde che sta guadagnando terreno contro tutte le monete. Nuovo minimo anche contro la divisa nipponica (a 129,95 yen): era dal settembre 2013 che l'euro non scendeva sotto quota 130. (riproduzione riservata)