Cresce sempre di più la tensione per la situazione di Atene: la crisi di liquidità è ormai imminente e l’unica soluzione resta un accordo con i creditori internazionali. La scadenza per le trattative è individuabile nel giorno della riunione dell'Eurogruppo a Riga, che si terrà il 24 aprile. I rendimenti dei titoli ellenici hanno accusato il nervosismo odierno, che non è stato raffreddato neanche dalle dichiarazioni dell'ufficio del premier Tsipras, secondo cui i negoziati sono prossimi a una soluzione; il biennale ha chiuso al 23%, mentre il decennale intorno al 10,5%. In un contesto generale agitato, gli investitori sono tornati a rifugiarsi nei decennali tedeschi, con il Bund che ha nuovamente aggiornato il minimo storico allo 0,133%, in scia ai deludenti dati delle vendite al dettaglio statunitensi. Lievi i movimenti rialzisti registrati nella periferia: il Btp decennale si è attestato all’1,28%, con spread in rialzo a 114 punti base. In allargamento anche il differenziale spagnolo a quota 113, con il Bonos all’1,27%. Secondo gli analisti l’effetto QE è ormai finito e la velocità della discesa dei rendimenti sarà sempre minore, in particolare se non verrò risolto il problema greco. Nel caso specifico del Btp decennale, il costo rimarrà arenato tra l'1,20 e 1,30%. Importante risultato per l’Olanda sul mercato primario, che ha emesso 2,5 mld di Dsl quinquennali con costo di finanziamento al -0,094%. Buone notizie sul fronte macroeconomico per l'Eurozona: la produzione industriale di febbraio ha registrato un rialzo dell'1,1% a livello mensile (+1,6% annuale), ben superiore rispetto al consenso posto a +0,4%. (riproduzione riservata)