Altra seduta di calma piatta per il mercato obbligazionario, lievemente in rialzo ma senza movimenti eclatanti. La curva dei rendimenti italiana rimane quasi immobile anche nell’ultima seduta di questa ottava, con il rendimento del decennale che alla chiusura si è attestato all'1,34%; lo spread nei confronti del decennale tedesco è pari a 114 punti base, in leggero aumento in virtù della discesa del costo del decennale tedesco (0,21%). Il ministero dell'Economia ha collocato oggi sul mercato primario 7 miliardi di euro di Bot a sei mesi, al top del target previsto, a fronte di una domanda pari a 12 miliardi. Il rendimento è sceso al minimo storico dello 0,040% rispetto allo 0,090% dell'ultima asta. La domanda è stata pari a 1,71 volte l'offerta. Brutti dati per l’industria italiana: il fatturato è diminuito a gennaio dell'1,6% rispetto a dicembre, con una flessione dello 0,9% sul mercato interno e del 3,1% su quello estero. Su base annua la riduzione di gennaio è del 2,5%. Anche gli ordinativi in calo del 3,6% rispetto a dicembre e del 5,5% rispetto a gennaio 2014. Tornando all'Europa, il costo di finanziamento del decennale greco ha chiuso al 10,97% in attesa della lista di riforme che Atene invierà, a partire da questa sera, ai creditori per ottenere nuove tranche di aiuti. L’attesa per la Grecia potrebbe agitare il mercato la prossima settimana, sostengono gli analisti. Dall'altra parte dell'Oceano, il Pil Usa del quarto trimestre è cresciuto del 2,2%, leggermente al di sotto del consenso degli economisti fissato al 2,4%; bene il rendimento del Treasury decennale, sceso all'1,96%. (riproduzione riservata)