Il mercato obbligazionario non solo non ha risentito delle parole di Draghi ieri (a differenza del valutario e dell'equity), ma oggi ha addirittura aggiornato i minimi storici. Il Btp decennale arrivato a rendere l'1,95%, con spread a 117 punti base. Anche il resto della periferia sta mettendo a segno buone performance il giorno dopo Draghi. I Bonos a 10 anni hanno toccato il nuovo minimo all'1,81%, per un differenziale di 105 pb. Intanto il prossimo appuntamento chiave avverrà la prossima settimana con la seconda Tltro, tramite cui la Bce punta a iniettare nel sistema fondi a lungo termine destinati all'economia reale. In una giornata priva di aste significative, hanno avuto grande rilevanza gli importanti segnali macro dagli USA: l'economia Usa ha creato a novembre 321 mila nuovi addetti, battendo nettamente le attese di 230 mila unità (risultato migliore da gennaio 2012). Novembre è stato il decimo mese consecutivo di crescita, la serie più lunga dal 1994. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 5,8% e segnali positivi sono arrivati anche dalla dinamica salariale.Gli ordini al settore manifatturiero in Germania sono saliti del 2,5% (destagionalizzata) a ottobre e sono aumentati del 2,4% su base annuale. La produzione industriale in Spagna a ottobre è diminuita dello 0,5% a livello mensile, dopo il +0,6% si settembre (+1,2% annuale). L’Eurostat ha confermato in seconda lettura il Pil dell'Eurozona a +0,2% nel terzo trimestre dell'anno, a +0,8% su base tendenziale. (riproduzione riservata)