
Intesa Sanpaolo ha quotato ieri sul SeDeX una nuova tranche di 10 certificati Step Down Express su altrettanti panieri di tipo “Worst of” composti da tre o quattro titoli azionari. Emessi lunedì scorso, 18 marzo, a un prezzo iniziale di 100 euro, questi certificati hanno tutti una scadenza triennale (18 marzo 2027), accompagnata però da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo anno (18 marzo 2025). Appartengono alla classe dei Cash Collect e come tali prospettano il pagamento periodico di una serie di importi addizionali, che in questo caso saranno di due tipi: al termine di ognuno dei primi tre mesi (18 aprile, 20 maggio e 18 giugno 2024) saranno pagati tre cosiddetti “importi Plus”, di tipo incondizionato, che saranno quindi corrisposti indipendentemente dal comportamento dei titoli in gioco, quindi eventualmente anche in presenza di un forte ribasso degli stessi, mentre a partire dal quarto mese (18 luglio 2024) potranno essere pagati dei cosiddetti “importi Digital”, di tipo condizionato, che saranno corrisposti se tutti i sottostanti rispetteranno un livello barriera posto tra il 50% e il 60% del valore iniziale, a seconda dello strumento. Questi importi addizionali vanno da un minimo dello 0,65% lordo (il 7,8% lordo annuo) del certificato su GlaxoSmithKline, Novo Nordisk e Roche Holding, a un massimo dell’1,19% lordo (il 14,28% lordo anno) di quello su Porsche, Stellantis e Tesla Motors.
Come detto, gli importi Digital saranno pagati nelle sole occasioni in cui anche il peggiore dei titoli in gioco rispetterà il livello Barriera. In caso di mancato rispetto della condizione di pagamento, l’importo addizionale non sarà corrisposto, ma verrà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la stessa condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente rispettata: questi certificati beneficeranno infatti tutti dell’effetto memoria, che consentirà fino all’ultimo di poter incassare tutte le cedole maturate nell’arco dei tre anni di vita di questi prodotti ed eventualmente non incassate a causa del mancato rispetto della soglia limite anche solo da parte di uno dei sottostanti in gioco. In sostanza, sarà sufficiente che la condizione risulti verificata anche solo alla data di valutazione finale (16 marzo 2027) perché il certificato possa garantire la sua massima efficienza.
Il termine “Step-Down” fa invece riferimento alla condizione di rimborso anticipato: come detto, a partire dalla fine del primo anno si attiverà un’opzione autocallable che avrà anch’essa una cadenza mensile e che prevede il rimborso anticipato dello strumento nel caso in cui anche il peggiore dei titoli in gioco rispetti la condizione di esercizio. Proprio questa condizione sarà, appunto, di tipo “Step-Down”, cioè vincolata a una soglia decrescente che partirà dal 100% dello strike nelle prime sei date di valutazione, per poi diminuire di 5 punti ogni sei mesi, quindi ogni sei date di valutazione, fino ad arrivare eventualmente all’85% dal 18 settembre 2026 al 18 febbraio 2027: perché l’esercizio anticipato risulti verificato tutti i titoli di un paniere dovranno chiudere a un livello almeno pari alla suddetta soglia limite. Il fatto che sia decrescente rende la condizione di esercizio sempre meno stringente col passare del tempo e la sua effettiva realizzazione quindi sempre più accessibile, anche in presenza di uno scenario moderatamente negativo.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se anche il peggiore dei titoli di un paniere chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta come detto tra il 50% e il 60% dello strike, a seconda dello strumento, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio mensile di competenza e di tutti quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se anche un solo titolo del paniere chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance del titolo che avrà maturato la perdita più ampia e non pagherà alcun premio finale, imponendo di fatto un risultato negativo, solo in parte ammortizzato dall’insieme dei premi eventualmente incassati nel corso dei tre anni precedenti. (riproduzione riservata)