Sul mercato obbligazionario dell’Eurozona gli operatori restano guardinghi in vista della riunione di domani della Bce, dopo che il dato sull'inflazione dell’area della moneta unica ha segnato un nuovo calo a marzo, insinuando il dubbio di una discesa verso uno scenario deflazionistico.
Ad alimentare i timori sul rallentamento dei prezzi si è aggiunto in giornata il dato relativo ai prezzi alla produzione dell'Eurozona, che hanno registrato un calo per il secondo mese consecutivo; l’indice è sceso a febbraio dello 0,2% su base mensile e dell'1,7% a livello annuale. Queste indicazioni finiranno domani sul tavolo del Consiglio direttivo della Bce, che tuttavia potrebbe restare fermo anche questo mese; ieri, infatti, il vicepresidente della Bce Victor Constancio, durante l'Ecofin, ha escluso prospettive di deflazione, osservando che il calo dell'inflazione potrebbe invertirsi già ad aprile.
Sul secondario intanto il rendimento del Btp benchmark è al 3,31%, mentre lo spread fra Italia e Germania termina a 169 punti base, il livello più basso da 3 anni; il differenziale tra Bono e Bund segna in chiusura 165 centesimi, con il costo di finanziamento del titolo di Stato iberico al 3,26%.
Sul fronte aste, oggi la Germania è tornata sul primario con 3 miliardi di euro di Bobl quinquennali. L’agenzia del debito tedesca ha collocato 2,418 miliardi di nuova carta, con rendimento pari allo 0,66%, in leggero rialzo dallo 0,64% dell'emissione precedente; buona invece la copertura, con un Bid-to-cover a 1,9, in crescita dal precedente 1,4. Sempre sul primario, la Gran Bretagna ha piazzato 2,5 miliardi di sterline trentennali, registrando un rendimento al 3,528%, in discesa dal 3,591% di gennaio, e un Bid-to-cover a 1,84.