La situazione della Grecia rimane in stallo e frena la discesa dei rendimenti del mercato obbligazionario. Nonostante i positivi dati macroeconomici, si sono registrati solo leggeri ribassi nel mercato. Gli indici di fiducia dell'Eurozona (pari a 103,9 punti) sono stati superiori alle attese, così come l'inflazione tedesca preliminare di marzo (+0,3% annuale). Il costo di finanziamento del Bund è rimasto fermo allo 0,22%, mentre quello del Btp decennale è calato all'1,31% con spread a 110 punti. Nessun movimento rilevante per le scadenze a 3 e 5 anni. Ottimi i risultati sul mercato primario per il Tesoro italiano, che ha collocato 2 mld euro di Btp a 5 anni con rendimento record allo 0,55%, 2,5 mld di Btp decennali all'1,34%, altro minimo storico, e 3 mld del nuovo Ccteu con scadenza 2022 allo 0,71%. Gli esperti hanno sottolineato ancora una volta la buona domanda nonostante il costante abbassamento dei tassi, segnale di una forte attenzione degli investitori al mercato italiano. Rimane sotto pressione il decennale ellenico, tornato sopra l’11%; la lista di riforme presentate da Atene è risultata povera di dettagli e gli obiettivi sono lontani da quelli stabiliti dai creditori. I tempi per un accordo al fine dell’ottenimento di una nuova tranche di aiuti, necessaria per far fronte agli obblighi finanziari di breve periodo, sono sempre più corti. Secondo gli analisti le prese di profitto sul mercato secondario collegate alla fine del primo trimestre dovrebbero essere giunte al termine, dunque eventuali scossoni nei rendimenti saranno solamente collegati alla complessa trattativa tra Grecia e Euro Working Groupi. (riproduzione riservata)