
Settimana scorsa Société Générale ha ulteriormente ampliato la sua offerta di Discount certificates quotando sul SeDeX una nuova tranche di 64 prodotti, che hanno portato la gamma dell’operatore francese a quasi 350 esemplari: SG è ancora l’unico emittente a offrire in Italia questa tipologia di strumenti.
Concretamente, la nuova tranche comprende quattro certificati su 16 titoli azionari (Asml Holding, Bayer, Bmw, Bnp Paribas, Enel, Eni, Finecobank, Intesa Sanpaolo, Iveco Group, Leonardo, Lvmh, Pirelli & C., Stellantis, Stm, Unicredit e Volkswagen), tutti con scadenza 25 dicembre 2026. La logica è nota e rimanda al concetto di “sconto” e che esprime proprio la peculiarità fondamentale di questi prodotti: i Discount certificates consentono infatti di acquisire un’esposizione rialzista su un determinato sottostante a un prezzo “ribassato” rispetto al suo valore di mercato. Acquistando il certificato ci si espone in modo lineare alla dinamica del titolo prescelto e si può quindi beneficiare di un suo eventuale apprezzamento, partendo però da un “prezzo di carico” ribassato. I quattro certificati quotati da SG su ognuno dei sottostanti prescelti si differenziano proprio in base alla percentuale di sconto garantita dal Discount rispetto al prezzo corrente del sottostante stesso.
Rispetto a un investimento diretto nel titolo, il vantaggio più evidente di questi prodotti sta proprio nel prezzo di acquisto “scontato”, che offre un ingresso sul sottostante a condizioni migliori rispetto a quelle correnti e questo si traduce anche in un utile cuscinetto di sicurezza in caso di scenario negativo, perché il prezzo di rimborso a scadenza del certificato sarà comunque pari al valore di riferimento finale del sottostante e quindi, avendo acquistato il titolo “a sconto”, l’eventuale perdita sarà ridotta rispetto a quella che si sarebbe sostenuta investendo direttamente nell’azione. Per contro, il possessore di un Discount non potrà invece incassare gli eventuali dividendi che saranno distribuiti dal sottostante nel corso della vita del certificato e soprattutto dovrà accettare una limitazione al rialzo (Cap) nella partecipazione all’eventuale andamento positivo del titolo.
Concretamente, alla data di valutazione finale, che per questa serie cadrà il 18 dicembre 2026, potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se il sottostante chiuderà a un livello pari o superiore al Cap, il certificato sarà liquidato a un prezzo fisso pari proprio al Cap. Non si potrà quindi beneficiare dell’eventuale extra-rendimento che il titolo avrà maturato rispetto al limite previsto; b) se il sottostante chiuderà invece al di sotto del Cap, il certificato sarà liquidato, come detto, allo stesso prezzo del sottostante, partecipando quindi in modo diretto e lineare al suo andamento. A quel punto, se il titolo chiuderà a un prezzo più alto rispetto a quello di acquisto “scontato” si avrà un guadagno, che sarà inoltre superiore a quello di un investimento diretto nel sottostante. Se il titolo sarà invece sceso al di sotto del prezzo di acquisto, si avrà una perdita, che allo stesso modo sarà però ammortizzata dallo sconto avuto in sede di acquisto. (riproduzione riservata)