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Intesa Sanpaolo propone in sottoscrizione sette nuovi prodotti d’investimento

Nuova tranche di certificati in collocamento

12 settembre 2024, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

Sono strumenti a rendimento cedolare, che potranno pagare importi fissi, variabili o legati allo scenario di mercato. Nella maggior parte dei casi è inoltre prevista una garanzia del valore nominale a scadenza

Nuova tranche di certificati in collocamento

Nuova infornata di certificati d’investimento per Intesa SanPaolo, che giovedì scorso ha avviato il collocamento di sette nuove serie, confermandosi tra gli emittenti più attivi sul mercato primario. Questi prodotti saranno poi tutti destinati alla quotazione sul SeDeX. Vediamo in dettaglio le caratteristiche dei certificati appena distribuiti.

Nuova tranche di certificati in collocamentoNuova tranche di certificati in collocamento

Cash Collect su Société Générale. Sarà emesso a fine mese a un prezzo di 1.000 euro, comprensivo di commissioni di distribuzione e oneri relativi alla gestione del rischio per un totale pari al 2,769% del valore nominale. La scadenza è quadriennale (29 settembre 2028) e non sono previste opzioni di esercizio anticipato. Con cadenza mensile sarà corrisposto un premio fisso di 6,12 euro, pari al 7,344% lordo annuo, che sarà di tipo incondizionato (“Importo Plus”) per i primi due anni (dal 30 ottobre 2024 fino al 30 settembre 2026), mentre sarà vincolato al riscontro di una performance non negativa da parte del sottostante (“Importo Digital”) nei successivi due (dal 30 ottobre 2026 fino a scadenza). Il rimborso finale prevede una protezione condizionata del valore nominale fino a un livello barriera posto al 55% del valore iniziale: a) se Société Générale non pagherà quini una perdita finale superiore al 45%, il certificato sarà liquidato a 1.000 euro; b) se il titolo francese chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la perdita del sottostante.

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Digital a capitale protetto su EuroStoxx Banks. Sarà emesso sempre il 30 settembre prossimo a un prezzo iniziale di 1.000 euro, comprensivo di commissioni di distribuzione, oneri relativi alla gestione del rischio e altri costi connessi alla strutturazione per un totale pari al 3,50%. La scadenza è di cinque anni (28 settembre 2029) e anche qui non sono previste opzioni di esercizio anticipato. Con cadenza annuale il certificato potrà pagare un cosiddetto “Importo Digital” del valore unitario di 42,50 euro (4,25% lordo), che sarà però effettivamente corrisposto solo se nelle date di valutazione previste il sottostante chiuderà a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale. Gli importi eventualmente non distribuiti potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, potendo beneficiare dell’effetto memoria. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito da una protezione integrale del valore nominale.

Digital a capitale protetto su Axa, TotalEnergies, Deutsche Telekom, Enel e Unicredit. Sarà emesso sempre a fine mese a un prezzo iniziale di 1.000 euro, comprensivo di commissioni di distribuzione, oneri relativi alla gestione del rischio e altri costi connessi alla strutturazione per un totale pari al 3,48% del valore nominale. La scadenza è quinquennale (28 settembre 2029), sempre senza alcuna opzione di esercizio anticipato. Con cadenza annuale è previsto il pagamento condizionato di un importo fisso pari a 49,50 euro (4,95% lordo), che sarà corrisposto se nelle date di valutazione previste il sottostante farà segnare una performance non negativa rispetto al suo valore iniziale. In questo caso non è previsto alcun effetto memoria. Da notare inoltre che il sottostante è un paniere equiponderato composto dai cinque titoli Axa, TotalEnergies, Deutsche Telekom, Enel e Unicredit. A scadenza il capitale iniziale beneficerà infine di una protezione pari al 100% del valore nominale.

Equity Protection su Euro iStoxx 50 Future Healthcare Tilted Nr Decrement 5%. Sarà emesso ancora il 30 settembre prossimo a un prezzo iniziale di 1.000 euro, comprensivo di commissioni di distribuzione, oneri relativi alla gestione del rischio e altri costi connessi alla strutturazione per un totale pari al 4,602%. La scadenza è di ben sette anni (30 settembre 2031) e anche qui non sono previste opzioni di esercizio anticipato. Su base annuale (scadenza compresa) il certificato pagherà un importo variabile che dipenderà dalla performance maturata dal sottostante fino a quel momento: in particolare, partendo da un tasso base del 3,27%, questo ammontare potrà aumentare o diminuire a seconda se nelle date di valutazione previste l’indice avrà maturato un guadagno o una perdita rispetto al suo valore iniziale. La performance che il sottostante farà registrare nelle finestre annuali sarà moltiplicata per 2 e questo fattore diventerà il tasso di rivalutazione/svalutazione del premio: per esempio, se il sottostante avrà maturato un rialzo del 10%, il premio di competenza di quella data sarà rivalutato del 20%, mentre se il sottostante avrà perso il 10%, il premio sarà svalutato del 20%. Per effetto di questo meccanismo, nelle date in cui il sottostante dovesse perdere più del 50%, il fattore di svalutazione sarà superiore al 100% e in questo caso il premio annuale risulterà nullo. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine garantito anche qui da una protezione integrale del valore nominale.

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Express su Bnp Paribas. Sarà emesso sempre a fine mese a un prezzo iniziale di 1.000 euro, comprensivo di commissioni di distribuzione e oneri relativi alla gestione del rischio per un totale pari al 2,769% del valore nominale. La scadenza è quadriennale (29 settembre 2028), ma in questo caso sono previste due finestre di possibile esercizio anticipato, che cadranno rispettivamente al termine del secondo (30 settembre 2026) e terzo anno (30 settembre 2027) e in occasione delle quali lo strumento sarà liquidato a un prezzo fisso pari a 1.067,50 nella prima occasione, a 1.135 euro nella seconda. Al termine del primo anno (30 settembre 2025) sarà invece corrisposto un cosiddetto “Importo Plus” di ammontare pari a 67,50 euro (6,75% lordo), di tipo incondizionato, cioè svincolato dall’andamento del sottostante. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Bnp Paribas chiuderà a un livello almeno pari alla barriera, posta al 55% del suo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (1.000 euro); b) se il titolo francese chiuderà invece con una perdita superiore al 45%, il certificato replicherà tale performance negativa.

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Digital a capitale protetto su Euribor a 3 mesi. In questo caso sono due diverse serie, una con scadenza triennale (39 settembre 2027), l’altra con scadenza di otto anni (30 settembre 2032), entrambe senza alcuna opzione di esercizio anticipato. Saranno emesse a fine mese a un prezzo di 1.000 euro, comprensivo di commissioni e oneri per un totale pari rispettivamente allo 0,792% e al 3,236% del valore nominale. Il funzionamento dei due prodotti è abbastanza diverso. Quello con scadenza più breve prevede il pagamento di un importo Digital annuale, che avrà un ammontare di 40 euro il primo anno (sarà pagato in anticipo il 31 marzo 2025), di 36,50 euro il secondo (30 settembre 2026) e terzo anno (30 settembre 2027). Questi importi saranno pagati se il sottostante chiuderà a un livello pari o superiore al cosiddetto Livello Digital, che si attesterà allo 0,50% nella prima data di valutazione (25 marzo 2025), al 2% nella seconda (24 settembre 2026) e terza (24 settembre 2027). A scadenza il rimborso del capitale sarà garantito da una protezione incondizionata.

Anche il certificato con scadenza più lunga prevede il pagamento di un importo annuale, che dipende però dall’andamento del sottostante: a) se l’Euribor si attesterà a un valore almeno pari al cosiddetto Livello Digital, posto rispettivamente all’1% il primo (24 settembre 2025) e secondo anno (24 settembre 2026), al 2,05% negli anni successivi, il certificato pagherà un rendimento fisso pari al 4,9% lordo nel primo e secondo anno, al 4% lordo negli anni successivi; b) se l’Euribor avrà invece un valore inferiore al Livello Digital, il certificato pagherà un premio commisurato allo stesso tasso Euribor. A scadenza il capitale iniziale beneficerà infine anche qui di una protezione integrale del valore nominale del tutto indipendente dallo scenario di mercato. (riproduzione riservata)



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