
Nelle scorse settimane Unicredit ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di 14 Step Down Cash Collect su altrettanti panieri “Worst of” composti da titoli azionari italiani e internazionali, tutti con scadenza triennale (16 o 17 giugno 2027). Come si può facilmente intuire dalla denominazione, si tratta di una delle tante varianti della macro-classe dei cosiddetti «Cash Collect», che comprende al suo interno tutte le tipologie di certificati d’investimento che prevedono il pagamento di premi periodici, cioè che permettono di “raccogliere liquidità”, Cash Collect appunto, durante la vita dell’investimento. Nel caso specifico, questa variante assume la qualifica «Step Down» per effetto della presenza di una condizione di esercizio anticipato vincolata a una soglia limite decrescente nel tempo.
In relazione al primo aspetto, cioè al pagamento dei premi periodici, questi certificati potranno maturare una serie di premi mensili di tipo condizionato con effetto memoria, la cui effettiva distribuzione dipenderà però dal rispetto di una soglia limite posta al 50%, 55% o 60% del valore iniziale dei sottostanti coinvolti. Se nelle date di valutazione previste, che partiranno dal prossimo 20 giugno, tutti i titoli in gioco chiuderanno a un livello almeno pari alla precedente barriera, il premio sarà effettivamente corrisposto, mentre in caso contrario sarà accantonato. Questi importi potranno tutti beneficiare dell’effetto memoria, per cui quelli eventualmente non distribuiti potranno essere sempre recuperati successivamente, nel momento in cui la condizione descritta dovesse risultare nuovamente verificata. Il mancato rispetto della condizione di pagamento in una o più date di valutazione non comprometterà quindi definitivamente la possibilità di incassare tutti i premi maturati: per assurdo, sarà sufficiente che la condizione risulti rispettata anche solo alla data di valutazione finale (16 o 17 giugno 2027) per poter incassare in un solo colpo tutti gli importi addizionali maturati mensilmente nel corso della vita dei certificati.
A partire dalla fine del primo semestre (28 novembre 2024) si attiverà inoltre un’opzione di esercizio anticipato, che avrà sempre una cadenza mensile e in relazione alla quale entrerà in gioco proprio il meccanismo “Step Down” descritto in precedenza, che tra l’altro prevede un livello iniziale già inferiore rispetto al più comune 100% dello strike: nella prima data di valutazione (21 novembre 2024) i sottostanti dovranno infatti tutti chiudere a un livello almeno pari al 95% del rispettivo valore iniziale e la stessa soglia limite sarà eventualmente riproposta anche nelle quattro date di valutazione successive, fino al 20 marzo 2025 compreso. Da quella successiva il livello di rimborso scenderà al 90% dello strike, dove rimarrà per altri cinque mesi. Lo stesso meccanismo potrà quindi ripetersi fino a scadenza, con la soglia limite che diminuirà di cinque punti ogni cinque mesi, arrivando eventualmente al 70% da dicembre 2026 a maggio 2027. Con il passare del tempo la condizione di esercizio anticipato risulterà sempre meno stringente e quindi più facile da rispettare: di fatto si adatterà a una tendenza di uno più sottostanti che sarà stata evidentemente negativa, se di volta in volta non saranno state rispettate le precedenti condizioni di esercizio.
A scadenza, quindi in caso di mancato rimborso anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso del capitale iniziale maggiorato dei premi di competenza, in caso di chiusura di tutti i sottostanti non inferiore alla barriera, posta come detto al 50%, 55% o 60% dello strike, a seconda dello strumento; b) rimborso in linea con la performance finale del sottostante peggiore in caso di chiusura di almeno un sottostante inferiore alla barriera. (riproduzione riservata)