Nella giornata odierna l’istituto di ricerca Markit ha reso nota la stima preliminare dell’incide Pmi composto dell’Eurozona. L’indicatore, secondo una prima analisi, si è attestato a 52,3 punti nel mese di settembre, in flessione rispetto al dato definitivo di agosto ed al consenso, entrambi a quota 52,5 punti. L’indice, ora ai minimi da oltre nove mesi, ha accusato un ribasso generalizzato che ha interessato sia il comparto manifatturiero che quello dei servizi. La pubblicazione odierna conferma la situazione di difficoltà che sta attraversando l’Eurozona e getta preoccupazioni circa gli effetti benefici che le manovre della Bce saranno in grado di produrre su un’economia in stallo e fortemente penalizzata da livelli bassi d’inflazione.
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la seduta odierna a quota 137 punti base, in linea con la chiusura registrata ieri. La giornata è proseguita in leggero rialzo con lo spread che, in seguito alla pubblicazione di Markit, ha toccato il massimo intraday a quota 140 centesimi. Il dato odierno sul Pmi ha alimentato gli acquisti del Bund tedesco che, in giornata, ha assistito ad una nuova flessione nel rendimento sotto il livello dell’1%. La flessione nel rendimento del decennale tedesco ha comportato inoltre un generale innalzamento negli spread periferici. (riproduzione riservata)