Nella seduta odierna i fari sono stati puntati sulle aste di metà mese del Tesoro italiano, che ha collocato sul mercato l’ammontare massimo della forchetta, per complessivi 7,75 miliardi di Btp. La domanda è stata buona, con discreti Bid-to-cover non solo sulle scadenze più brevi a 3 e 7 anni, ma anche sui due titoli a più alta duration; un’ulteriore conferma dell’appetito per la carta italiana, giunge anche dal deciso calo dei rendimenti sulle scadenze offerte. Nel dettaglio, sono stati assegnati 3,5 miliardi di Btp al 2016 (rendimento all’1,12%), 2 miliardi di Btp al 2021 (rendimento lordo al 2,71%), 1,5 miliardi di Btp al 2028 (rendimento lordo al 3,85%) e 750 milioni di Btp al 2037 (rendimento lordo al 4,01%). “L'asta è stata ben accolta poiché la percezione del mercato sull'attuale situazione politica italiana è più ottimistica”, ha commentato Annalisa Piazza, strategist di Newedge. Oltre alla tornata d’asta di metà mese, il Tesoro di Roma è stato anche impegnato in settimana nell’emissione in sindacato del nuovo titolo benchmark a 10 anni indicizzato all'inflazione europea, che ha raccolto richieste pari a quasi il doppio dei 4,5 miliardi allocati.
In giornata è tornata sulla scena del primario anche l’Irlanda, per la prima volta dal 2010; Dublino ha collocato con successo 1 miliardo di euro di titoli decennali con rendimento sui minimi storici (2,967%) e una domanda molto solida, per un Bid-to-cover pari a 2,9.
Dopo il buon esito delle aste del Tesoro di via XX settembre, lo spread tra il Btp decennale italiano e il Bund tedesco chiude le contrattazioni in rialzo a 186 punti base, per un tasso retributivo del 3,42%; il differenziale tra Bono iberico e Bund segna 181 centesimi, per un rendimento del 3,36%.
Fra i dati macro in agenda oggi, si segnala il rallentamento dell’inflazione, che a febbraio si è ridotta dello 0,1% rispetto al mese precedente; su base annua, invece, la dinamica inflazionistica è salita dello 0,5%. In Francia, invece, l'indice dei prezzi al consumo di febbraio ha registrato un incremento dello 0,6% a livello mensile e un aumento dello 0,9% su base annua.
Sul calendario macro statunitense sono invece segnate le vendite al dettaglio: a febbraio la lettura è salita dello 0,3% su base mensile, al di sopra delle attese del consenso, mostrando segnali incoraggianti.