Lo spread Btp/Bund è in lieve contrazione mentre le Borse europee trattano poco sopra la parità. Nel dettaglio il differenziale tra il decennale italiano e quello tedesco viaggia a 147,036 punti base rispetto ai 150,728 della chiusura di ieri. Le ultime giornate si inquadrano complessivamente all'interno del processo di metabolizzazione dell'esito inatteso del referendum sulla Brexit, con gli investitori intenti a comprendere quali possano essere i possibili risvolti, soprattutto in termini decisionali, da parte dell'Unione europea. Inoltre dal fronte Bce emerge la percezione di assenza di pressioni verso azioni frettolose, a fronte della sottolineatura che comunque l'istituto è pronto ad agire se necessario ed ha ancora ulteriori munizioni nel suo arsenale. In ogni caso nella seduta odierna la valutazione degli effetti della Brexit resterà il driver principale. Sul fronte macroeconomico, l'inflazione nell'area euro a giugno, secondo la lettura preliminare, è cresciuta dello 0,1% a livello annuale rispetto al -0,1% a/a di maggio. Quella core, sempre nel mese di giugno, è salita dello 0,9% a/a, anche in questo caso leggermente sopra le attese (+0,8% a/a). Sul primario l'Italia ha collocato 2,5 mld di euro di Btp a 5 anni allo 0,33%, nuovo minimo storico, e 2,5 mld di euro di titoli decennali all'1,35% rispetto all'1,42% dell'emissione del 30 maggio scorso. Il calo dei rendimenti è guidato, da un lato, dalle aspettative sull'inflazione, che sono ancora basse, e, dall'altro, dall'avversione al rischio che spinge al ribasso i rendimenti a livello globale. Il mercato ha coperto bene l'asta perché i costi di finanziamento sono appetibili per gli operatori in un contesto di basse aspettative sull'inflazione. (riproduzione riservata)