Prosegue nella seduta odierna il trend positivo per il mercato obbligazionario italiano, con il differenziale tra il Btp benchmark e il fortino tedesco che ha aperto stabile a 194 basis points, per portarsi a quota 189 centesimi, aggiornando nuovi minimi da giugno 2011; il titolo di Stato decennale italiano, beneficiando del miglioramento dell’outlook del debito sovrano e in attesa della formazione del nuovo governo targato Renzi, prezza un rendimento del 3,57%. Lo spread Bonos-Bund scivola ulteriormente a 177 centesimi, con il titolo iberico che rende il 3,45%, dopo il buon esito dell’asta di titoli del Tesoro iberico. Il Ministero dell'Economia di Madrid ha infatti offerto oggi titoli di Stato semestrali ed annuali, raccogliendo 4,524 miliardi di euro. I rendimenti sono scesi ai minimi storici, con una domanda tripla rispetto all’offerta: il tasso medio sui bond a sei mesi si è ridotto allo 0,382% (0,51% il precedente), mentre per i bond annuali è passato dallo 0,726% dello scorso mese allo 0,618%. Fra le aste della giornata, si segnala inoltre che il Fondo salva Stati permanente (Esm) ha collocato l’ammontare di 2,499 miliardi di euro di Bill a sei mesi, per un tasso dello 0,1147% e Bid-to-cover di 1,8.
Market mover della giornata sono stati i dati macroeconomici, in particolare l’indice Zew tedesco e l’inflazione britannica per l’Eurozona, e l’indice Empire State Manufacturing per gli Stati Uniti. Dopo i buoni segnali del Pil tedesco del quarto trimestre, oggi l'indice sulla fiducia di febbraio ha dato esiti contrastanti: l’indicatore si è contratto a 55,7 punti dai 61,7 di gennaio e dai 61 del consenso, segnando il secondo calo consecutivo. La debolezza dello Zew rispetto alle attese sembra essere attribuibile all’aumento dell'incertezza per i recenti episodi di nei mercati emergenti; lo Zew ha tuttavia evidenziato un rimbalzo nella componente relativa alle condizioni economiche attuali, salita a 50 punti dai 41,2 del mese precedente. In Gran Bretagna, invece, il tasso di inflazione relativo al mese di gennaio si è attestato all’1,9% su base annua, in ribasso dal 2% del consenso, mentre su base mensile i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,6%, in calo dal +0,4% del dato di dicembre. Alla luce dei dati odierni, sembra improbabile che la Bank of England decida di innalzare i tassi di interesse nel breve termine.
La diffusione dell’Empire State Manufacturing ha poi rivelato che l’indicatore elaborato dalla Fed è fermo a 4,48 punti, ben al di sotto dei 12,51 di gennaio e delle previsioni del consenso (9,8 punti). L’indice si è allineato quindi al calo nell’Ism manifatturiero di gennaio, probabilmente a causa delle condizioni meteo avverse.
Gli scambi sul MOT si concentrano sulle scadenze più lunghe, che incassano le migliori performance: il BTP-1FB37 4% si conferma in vetta ai più trattati a tasso fisso, in progresso dello 0,56%, seguito dal BTP TF 4,75% ST44 EUR (+0,55%) e dal BTP TF 4,50% MZ24 EUR (+0,37%). Tra i titoli di Stato in rosso, il peggiore è l’indicizzato BTPI-15ST35 2,35%, che cede lo 0,21%, seguito dal BTPI-15ST14 2,15%, in calo frazionale. Nel comparto corporate, i migliori realizzi sono di INTEK GROUP TF 8% AG17 EUR, che avanza dell’1,59%, seguito da MEDIOBANCA MB20 TV CAP FLOOR LG23 EUR (+1,51%); BARCLAYS SCUDO AP21 11Y INV FLOATERFLOOR lascia invece sul terreno l’1,18%, mentre MEDIOBANCA MB24 INDEX LINKED MC ST21 EUR perde lo 0,93%.