Nella giornata odierna l’istituto Markit ha pubblicato i dati relativi alla lettura definitiva dell’indice Pmi manifatturiero dell’Eurozona. Secondo l’ultima stima, l’indicatore nel mese di settembre si è attestato a 50,3 punti, in leggero calo rispetto al consenso ed al dato preliminare entrambi a quota 50,5 punti. Il dato rappresenta un’ulteriore prova della debolezza economica europea ed ha interessato uno dei settori trainanti della ripresa. A livello di singoli Paesi,la Germaniaha osservato una revisione al ribasso rispetto alla precedente stima con l’indicatore a 49,9 punti ed al di sotto della soglia spartiacque tra le fasi di recessione ed espansione. In Italia il dato definitivo si è attestato, invece, a 50,7 punti, ben al di sopra dei 49,5 precedentemente stimati ed ai 49,8 punti di agosto.
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la seduta odierna stabile a quota 140 centesimi con il decennale italiano che offriva un rendimento del 2,33%. La giornata è proseguita in leggero restringimento con i rendimenti dei titoli core e periferici al ribasso in attesa del meeting della Bce. Sul fronte astela Germaniaha collocato quest’oggi 4,108 miliardi di euro di Bund decennali allo 0,93%. La domanda di titoli è risultata ridotta, complici i dati deludenti sul Pmi ed il basso rendimento offerto. In giornata il costo del finanziamento del Bund ha assistito ad una nuova contrazione ed è ora stabile allo 0,93%. (riproduzione riservata)