Nella giornata odierna l’istituto Markit ha reso noti i dati relativi all’indice Pmi composto dell’Eurozona. Nel mese di ottobre l’indicatore si è attestato a 52,2 punti, in rialzo rispetto ai 52,0 di settembre ed alle stime degli analisi che attendevano 51,7 punti. Il dato è risultato sorprendentemente positivo ed ha evidenziato un miglioramento sia per il comparto manifatturiero che per quello dei servizi, entrambi sopra la soglia di 50 punti considerata lo spartiacque tra le fasi di recessione ed espansione economica. A livello di singoli Paesi, la Germania è tornata in espansione attestandosi a 51,8 punti dopo il crollo a 49,9 registrato a settembre mentre delude le attese il Pmi francese, ora a 47,3 punti. Sempre sul fronte macroeconomico, l’Eurostat ha certificato un miglioramento di 0,3 punti nell’indice di fiducia dei consumatori ad ottobre.
Sul mercato obbligazionario il differenziale tra Btp e Bund ha aperto la seduta odierna in leggero rialzo a quota 169 punti base con il titolo decennale italiano che offriva un rendimento del 2,54%. In seguito alla pubblicazione dei dati sul Pmi europeo, lo spread ha mostrato una contrazione fino al minimo intraday a quota 158 centesimi per poi stabilizzarsi nuovamente intorno a quota 165 punti. In giornata il Tesoro ha rivisto al rialzo il tasso cedolare annuo del nuovo Btp Italia all’1,25% rispetto all’1,15% inizialmente prestabilito. Nel complesso il collocamento ha consentito la raccolta di circa 7,5 miliardi di euro, ben al di sotto dei 20,6 raccolti ad aprile e del target inizialmente prestabilito. (riproduzione riservata)