Situazione greca sempre più ingarbugliata. Tsipras ha tentato di riaprire i negoziati e ha inviato una nuova proposta all’Ue con l’obiettivo di guadagnare tempo fino a domenica. Atene chiede un programma di aiuti biennali dell’Esm (il fondo salva-stati) e una ristrutturazione del debito. La parola spetta adesso all’Eurogruppo ma il cancelliere tedesco Merkel mette le mani avanti dichiarando di non essere disposta ad avviare un piano di aiuti prima del risultato elettorale di domenica. Nel frattempo l’agenzia di rating S&P ha declassato il merito creditizio ellenico a CCC, una classe sopra l’insolvenza. Fitch ha invece spinto il downgrading delle 4 principali banche elleniche fino alla fascia restricted default, dopo i controlli imposti sui capitali. Sul mercato obbligazionario sono proseguiti gli acquisti di titoli core dell’eurozona con il rendimento del Bund decennale tedesco che è sceso allo 0,77%. Sui bond periferici è ben evidente la mano della Bce e hanno chiuso tutti in positivo: il rendimento quinquennale italiano si è attestato all’1,22%, decennale al 2,31% e trentennale al 3,28%. Poco mossi gli spread con il Btp/Bund a 154pb e il Bonos/Bund a 152pb. L’ampia agenda macro è passata inosservata sui mercati che per tutta la settimana saranno concentrati esclusivamente sull’evoluzione della vicenda greca. Sul mercato primario italiano sono stati collocati 1,5mld di Btp a 5 anni all’1,25% mentre nell’asta di Btp decennali e Ccteu il Tesoro ha preferito collocare meno titoli del previsto, non tanto per carenza di domanda, quanto per una scelta di pricing. Sono stati quindi emessi 2,88mld di Btp a 10 anni al 2,35% e 2,4mld di Ccteu scadenza 2022 all’1,08%. (riproduzione riservata)