Il mercato obbligazionario continua il suo andamento grazie alla posizione accomodante della Bce e secondo alcuni esperti il ritracciamento dei rendimenti avvenuto settimana scorsa è stato solamente una correzione tecnica. Questa settimana l’attenzione è concentrata soprattutto sul meeting della Fomc atteso per mercoledì e sulle aste di Francia, Spagna e Germania. Inoltre, il sentiment di questa settimana sarà minacciato dall’aumento delle tensioni geopolitiche in Iraq.
Mentre per oggi non si riscontrano aste rilevanti, per quanto riguarda il settore macroeconomico è stato pubblicato il dato relativo all’inflazione definitiva dell’Eurozona per il mese di maggio, che si conferma al livello preliminare. Infatti l’indice dei prezzi è aumentato dello 0,5%, contro lo 0,7% del mese precedente. I Paesi che hanno registrato il maggiore calo dei prezzi sono Grecia (-2,1%) Bulgaria (-1,8%) e Portogallo (-0,3%), mentre quelli in cui l’inflazione è aumentata maggiormente sono Austria (1,5%), Lussemburgo (1,4%) e Romania (1,3%). Infine l’Italia ha registrato un +0,4%, appena sotto la media europea. Con questa notizia il differenziale tra i Btp italiani ed i decennali tedeschi ha continuato la sua discesa verso il minimo giornaliero di 151 punti base, ma dopo l’emissione dei dati macro statunitensi, tra i quali la produzione industriale di maggio che si è attestata a +0,6% ed il consenso alla produzione industriale allo 0,5%, lo spread ha iniziato ad allargarsi. Il differenziale tra i titoli decennali spagnoli ed i Bund oggi ha altalenato tra un minimo di 128 punti base e di un massimo di 131.