Giornata poco movimentata. Già da alcuni giorni i volumi sempre più sottili del mercato obbligazionario manifestano l’elevata incertezza degli investitori. Dopo l’incontro di ieri con il primo ministro greco Tsipras, Merkel e Hollande hanno provato a gettare acqua sul focolaio ellenico con scarso successo. La prossima settimana sarà decisiva per risolvere la matassa greca: un accordo è essenziale per il rimborso della prima rata di 300mln al Fmi (5 giugno). Un ennesimo piano di aiuti in grado di coprire il gap di liquidità del bilancio pubblico e delle banche elleniche sembra, con alte probabilità, la strada più percorribile. Il Bund tedesco torna prudenzialmente sui portafogli con il rendimento decennale in discesa allo 0,603%. Ferma la curva di tassi italiana: rendimento quinquennale allo 0,764%, decennale all’1,85% e trentennale al 2,92%. Gli acquisti sul Bund hanno fatto crescere di qualche pb gli spread: Btp/Bund a 124pb e Bonos/Bund a 119pb. Il dato Ifo tedesco ha rallentato a maggio ma è decisamente superiore alle attese, attestandosi a 108,5pt. Il presidente della Bce Draghi ha evidenziato come le prospettive economiche della zona euro sono le migliori da 7 anni ma sottolinea come la politica monetaria da sola non basta e insiste sulla necessità delle riforme strutturali per far ripartire la crescita. Dall’altra parte dell’oceano è stato pubblicato il dato dei prezzi al consumo: l’inflazione americana è salita ad aprile dello 0,1% a livello mensile mentre l’indice dei prezzi core è aumentato dell’1,8% su base annua. Forte deprezzamento dell’euro con il cambio Eur/Usd in ribasso a 1,1030. (riproduzione riservata)