Secondario italiano in territorio positivo, come l'intero comparto della zona euro, in un contesto di netta avversione per il rischio dominato da nuovi timori provenienti dalla Cina e da quelli legati al calo dei prezzi del greggio, scivolati sotto quota 30 dollari il barile. Il nuovo consistente calo dei prezzi è legato alle attese degli investitori per le esportazioni provenienti dall'Iran, da dove a giorni verranno eliminate le sanzioni internazionali. La correzione dei prezzi del greggio, associata a dati cinesi più deboli del previsto sui nuovi prestiti bancari in yuan a dicembre, ha portato la Borsa di Shanghai a chiudere il calo del 3,5%, al minimo da dicembre 2014, e più in generale le Borse della zona Asia-Pacifico a terminare la seduta ai minimi di tre anni e mezzo. È evidente che l'andamento dell'azionario mondiale spaventa gli investitori che preferiscono l'obbligazionario, nonostante i rendimenti più contenuti. Attorno alle 12,30 il differenziale di rendimento tra Btp e Bund sul tratto a 10 anni scende a 105 punti base dai 106 pb dell'avvio di seduta e il tasso del decennale si porta a 1,52%, da 1,55% dei primi scambi. Su questi livelli il mercato archivia una settimana dominata dall'abbondanza dell'offerta di nuova carta in tutto il comparto europeo - tra cui spicca la Spagna con il lancio di un decennale via sindacato seguito da regolari aste a medio lungo che ieri ha visto lo spread Btp/Bund riportarsi ai massimi dallo scorso 3 dicembre a 110 pb. (riproduzione riservata)