
A metà ottobre Bnp Paribas ha quotato sul SeDeX di Borsa italiana 11 nuovi Maxi Cash Collect su altrettanti panieri composti da tre titoli azionari, tutti con scadenza triennale (19 ottobre 2026). Appartenendo alla categoria dei Cash Collect, prevedono il pagamento di una serie di premi periodici vincolati all’andamento del sottostante, che nell’occasione sarà rappresentato di volta in volta dal titolo che avrà fatto registrare la performance peggiore all’interno del paniere di riferimento. Nel caso specifico, gli 11 certificati appena quotati prevedono tutti il pagamento di un premio lordo trimestrale compreso tra lo 0,80% e l’1,50%: questi importi saranno corrisposti a partire dal 29 aprile del prossimo anno, se nelle date di valutazione previste nessun titolo del paniere chiuderà al di sotto della barriera, posta al 30%, 50%, 55% o 60% del rispettivo valore iniziale, a seconda dello strumento. In sostanza, se nemmeno la peggiore delle tre azioni in gioco («criterio Worst of») avrà maturato una perdita superiore al 70%, 50%, 45% o 40% rispetto allo strike, l’importo trimestrale sarà pagato, mentre in caso contrario non sarà distribuito. Grazie all’effetto memoria, tutti gli importi eventualmente non corrisposti potranno però essere sempre recuperati in una delle date successive o anche a scadenza, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata.
Accanto al tradizionale pagamento di questi premi periodici è inoltre previsto lo stacco di un cosiddetto «Maxi Premio»: si tratta di un importo unico, di tipo incondizionato, che sarà pagato il prossimo 15 dicembre indipendentemente dallo scenario di mercato. Di fatto, il Maxi Premio può essere considerato come il primo della serie di premi trimestrali previsti, anche se si distingue in modo evidente sia per l’ammontare, che nell’occasione potrà andare da un minimo del 14% a un massimo del 20% lordo, sia per il fatto di non dover sottostante ad alcuna condizione di pagamento.
Sempre con cadenza trimestrale, partendo però solo dalla fine del secondo trimestre (29 aprile 2024), è inoltre prevista una classica opzione di esercizio anticipato, che si potrà realizzare se nelle date di valutazione previste i titoli in gioco faranno segnare tutti una performance non negativa, cioè chiuderanno tutti a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale. Se questa condizione si verificherà, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato del premio di competenza e di quelli precedenti eventualmente accantonati.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se i titoli di un paniere chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla rispettiva barriera, il certificato sarà di nuovo liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio di competenza e di quelli precedenti eventualmente non corrisposti; b) se anche uno solo dei titoli chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance del titolo peggiore. (riproduzione riservata)