Lo spread Btp/Bund, dopo aver aperto la seduta in contrazione, ha invertito la tendenza trattando ora a 161,55 bps rispetto ai 156,458 della chiusura precedente. L’attesa di una maggiore inflazione generata dai programmi di spesa favorevoli ai salari di Donald Trump ha portato gli investitori ad acquistare azioni e a vendere i titoli di Stato, i cui rendimenti sono in netto rialzo. Crolla infatti il prezzo del Treasury americano con il rendimento ai massimi plurimensili: il decennale dopo essere schizzato a 2,101% (massimo da gennaio) è ritornato a 2,092%, mentre il biennale è salito allo 0,923%. In Europa, il rendimento del decennale tedesco è salito allo 0,301%, massimo da aprile, così come il decennale britannico all’1,357%, vicino ai livelli post Brexit. I titoli di Stato italiani a 10 anni sono arrivati a toccare i massimi da settembre 2015, all’1,86%. Anche nelle prossime sedute potrebbero essere sotto pressione dato che, dopo la vittoria di Donald Trump, il referendum costituzionale italiano si svolgerà in un contesto di populismo crescente. È probabile quindi che i Btp perderanno ancora terreno nelle prossime settimane, con il mercato in attesa di prezzare un aumento della probabilità di azione da parte della Banca centrale europea, che si mostra ora superiore all’80%. Nel frattempo, sul fronte delle materie prime spicca l’ottima performance del rame (+ 3,80%, +22% nelle ultime 3 settimane), considerato da sempre come un metallo chiave dell’economia mondiale, utilizzato nelle costruzioni edili e nelle infrastrutture. L’oro perde invece terreno rispetto ai picchi delle giornate precedenti, scaturite dalla diminuzione della propensione al rischio. (riproduzione riservata).