Nella giornata di mercoledì i bond dell’area euro si sono attestati in rialzo, in scia alle performance negative dei listini asiatici ed europei, dopo che i dati marco hanno deluso nuovamente le attese. Sul reddito fisso permane l’orientamento agli acquisti sostenuto dalle difficoltà economiche a livello globale. Gli investitori si sono concentrati sull’obbligazionario dopo i numeri deludenti in arrivo da Pechino: l’indice dei prezzi al consumo cinese è salito dell’1,6% su base annuale, rispetto al 2% di agosto e all’1,8% stimato dagli economisti, mentre l’indice dei prezzi alla produzione è sceso del 5,9% dallo scorso anno. I dati hanno quindi evidenziato il rallentamento dell’inflazione, e sono destinati ad incidere sulle tempistiche di un rialzo dei tassi di interesse Usa. Il rendimento del Bund decennale ha registrato una flessione allo 0,546%, mentre il tasso del Btp a 10 anni ha chiuso in ribasso all’1,63%, per un differenziale Btp/Bund a quota 109 pt. Sul fronte dei macroeconomici europei, la produzione industriale è diminuita dello 0,5% ad agosto, al di sotto delle stime a livello annuo, con il calo del 3% della produzione di energia, e col -1% dei beni durevoli, a seguito del rallentamento delle economie emergenti. Dal lato del mercato primario la Germania ha collocato 2,437 mld di Bobl a 5 anni, con il rendimento che è tornato in negativo al -0,03%, Atene ha emesso invece 812,5 mln di euro in titoli di Stato a 13 settimane con tasso stabile a 2,7%. Infine anche il Portogallo si è attivato piazzando l’intero importo offerto, con il tasso del titolo a 10 anni che si è attestato in rialzo e quello a 22 anni in calo rispetto l’ultima emissione. (riproduzione riservata)