Il mercato secondario europeo ha registrato un avvio di settimana all’insegna della stabilità, con tassi poco mossi sia per i Paesi core che per i Paesi periferici, e non ha risentito dei dati macroeconomici cinesi che hanno invece impattato sui listini azionari. Secondo gli esperti, prezzi e rendimenti continueranno a muoversi in range orizzontale, aspettando che la Fed si pronunci sulla volontà o meno del tanto discusso rialzo dei tassi nella riunione di giovedì, e in attesa dell’appuntamento di domenica con le elezioni in Grecia. L’obbligazionario italiano conserva intanto l’avanzamento nei confronti della controparte spagnola, penalizzata dalle tensioni politiche del Paese: il Btp quinquennale ha chiuso allo 0,81%, il decennale in lieve rialzo all’1,85%, e il trentennale al 3,00%, mentre il Bonos spagnolo a 10 anni si è attestato in ascesa al 2,12%. Il rendimento del Bund decennale ha chiuso allo 0,658% e i differenziali sono aumentati di pochi punti: Btp/Bund a 119 pt e Bonos/Bund a 146 pt. Per quanto riguarda i dati macro d’Europa, l’inflazione italiana è aumentata dello 0,2% su base sia mensile sia annuale, stabile con le previsioni, mentre la produzione industriale nell’area euro è aumentata a luglio dello 0,6%, al di sopra del consenso, e dell’1,9% a livello annuale. I numeri rilevati suggeriscono che il settore dell’industria potrebbe registrare una performance migliore nel terzo trimestre rispetto al secondo, ma gli esperti sottolineano che il tasso di crescita è debole, e non è in grado di garantire un’accelerazione della ripresa economica a livello generale. (riproduzione riservata)