
Giovedì scorso, 17 agosto, Unicredit bank ha quotato sul SeDeX una nuova tranche di 14 certificati Low Barrier Cash Collect su altrettanti panieri di tipo «Worst of» composti da tre o quattro titoli azionari. Hanno tutti una scadenza triennale (20 agosto), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del decimo mese (27 giugno 2024).
Appartengono evidentemente alla classe dei Cash Collect e come tali prospettano il pagamento periodico di una serie di importi addizionali, che in questo caso saranno tutti di tipo condizionato: in particolare, partendo già dal prossimo 28 settembre, ognuno dei prodotti appena quotati potrà corrispondere un premio mensile compreso tra lo 0,80% lordo (pari al 9,6% annuo) del certificato su Enel, Intesa Sanpaolo, Stellantis e l’1,35% lordo (pari al 16,2% annuo), di quello sui titoli americani Etsy, Roku Twilio. Questi premi saranno pagati nelle sole occasioni in cui anche il peggiore dei titoli in gioco rispetterà un livello Barriera anch’esso prefissato, che è proprio la «Low Barrier» a cui fa riferimento la denominazione dei certificati: questa soglia limite è collocata al 50%, 40% o addirittura 30% del valore iniziale dei sottostanti e per questo viene identificata come «bassa». Sarà quindi sufficiente che nessuna delle azioni coinvolte maturi una perdita superiore al 50%, 60% o addirittura 70% perché gli importi mensili possano essere effettivamente corrisposti. In caso di mancato rispetto della condizione di pagamento da parte anche solo di uno dei titoli in gioco, l’importo addizionale non sarà staccato, ma verrà accantonato per poter essere eventualmente recuperato alla prima occasione utile, quando la stessa condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente rispettata: tutti i premi mensili beneficeranno infatti dell’effetto memoria, che consentirà fino all’ultimo di poter incassare tutte le cedole maturate nell’arco dei tre anni di vita di questi prodotti. In sostanza, sarà sufficiente che la condizione risulti verificata anche solo alla data di valutazione (20 agosto 2026) perché ognuno di questi certificati possa garantire la sua massima redditività.
Come detto all’inizio, a partire dal decimo mese questi prodotti potranno anche contare su un’opzione mensile di esercizio anticipato, che nell’occasione sarà caratterizzata da un meccanismo cosiddetto «Step-Down», in ragione del quale la condizione di rimborso diventerà progressivamente più accessibile con il passare del tempo, cioè sarà vincolata a una soglia decrescente: nelle prime sei date di valutazione (da giugno a novembre 2024) sarà pari al 100% dello strike, ma successivamente diminuirà di 5 punti dopo ogni semestre, passando così al 95% da dicembre 2024 a maggio 2025, al 90% da giugno a novembre 2025 e infine all’85% da dicembre 2025 fino a luglio 2026. Perché l’esercizio anticipato risulti verificato, tutti i titoli di un paniere dovranno chiudere a un livello almeno pari alla soglia limite che sarà di volta in volta in vigore nella data di valutazione in corso: il fatto che tale soglia sia decrescente rende la condizione di esercizio sempre meno stringente col passare del tempo, favorendo di fatto la sua effettiva realizzazione anche in presenza di uno scenario moderatamente negativo.
A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se anche il peggiore dei titoli di un paniere chiuderà a un livello almeno pari alla «low barrier», posta come detto al 50%, 40% o 30% dello strike, a seconda dello strumento, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro), maggiorato dell’ultimo premio mensile e di tutti quelli precedenti eventualmente accantonati; b) se anche un solo titolo del paniere chiuderà invece al di sotto della barriera, il certificato replicherà la performance del titolo che avrà maturato la perdita più ampia e non pagherà alcun premio finale, imponendo di fatto un risultato negativo, solo in parte ammortizzato dall’insieme dei premi eventualmente incassati nel corso dei tre anni precedenti. (riproduzione riservata)