Proseguono anche nella seduta odierna le prese di profitto iniziate ieri, che in aggiunta alle attese per la riunione della Fomc in programma per questa sera, hanno fatto alzare significativamente gli spread periferici europei. Rialzi lungo tutta la yield curve dei titoli italiani, con i titoli a breve-media scadenza soggetti a maggiori rialzi: il triennale è allo 0,349%, il quinquennale allo 0,660% ed il decennale all’1,316%. Lo spread Btp/Bund si è attestato a 113 punti base; il rialzo anche il differenziale Bonos/Bund, a quota 114 pb. Sul fronte macro, l’Istat ha comunicato che a gennaio il saldo della bilancia commerciale italiana ha registrato un surplus di 219 milioni di euro. L’allargamento degli spread è dovuto anche al forte abbassamento del rendimento del decennale tedesco, vicino ai minimi storici ed attestatosi allo 0,197%, dovuto all’asta mattutina. Sul mercato primario, sono stati infatti collocati 3,298 mld euro di Bund decennali con il rendimento sui minimi storici allo 0,25%, dallo 0,37% dell'asta di febbraio. Il bi-to-cover è cresciuto a 2,4. Importante collocamento anche per Atene, che ha emesso 1,3 mld di Bill a 13 settimane con rendimento fermo al 2,7%, con decennale che sul secondario è tornato al di sopra dell’11,1%. Oltreoceano il rendimento del Treasury decennale tratta in ribasso al 2,02%, in attesa dell'esito della riunione del Fomc e del discorso della Yellen. Secondo gli analisti, è unanime l'attesa di rimozione dell'aggettivo paziente che, quindi, consentirebbe alla Fed di prendere in considerazione un primo rialzo da giugno in avanti. (riproduzione riservata)