Come da attese, il partito Syriza ha vinto le elezioni in Grecia, ma la reazione sui mercati finanziari è stata migliore di quella che ci si attendeva inizialmente. Nonostante l’iniziale apertura negativa per il mercato azionario e l’allargamento degli spread sia core che periferici per l’obbligazionario, durante la giornata i mercati sono tornati sulla via indicata da Draghi tramite il QE. Con il costo di finanziamento del Bund in crescita allo 0,36%, lo spread con il Btp decennale è arrivato a 114 punti base (tasso 1,5%), mentre il differenziale Bons/Bund è a quota 101 punti, con il tasso dei titoli spagnoli all’1,37%. Nonostante la pressione, i titoli decennali ellenici sono rimasti al di sotto della soglia del 9%. Come sottolineato dagli analisti, è improbabile che la Grecia riesca a concludere la revisione del piano di aiuti con la Troika prima del termine del programma di salvataggio a fine febbraio, come vorrebbe Tsipras. È molto probabile che il prossimo Governo greco dovrà richiedere un'ulteriore estensione dell'attuale programma (ELA )per le banche elleniche. Sul fronte dei dati macro, da segnalare la crescita ai massimi da sei mesi dell'indice Ifo, indice sulla fiducia degli imprenditori tedeschi, a 106,7 punti dai 105,5 di dicembre (al di sopra delle attese). L’indice ha giovato dell’indebolimento dell’euro, che favorisce le imprese esportatrici. Nessuna asta significativa da segnalare sul mercato primario (riproduzione riservata)