
Da un paio di settimane sono quotati su Cert-X cinque nuovi Protection 100% targati Unicredit: si tratta di un’emissione interessante perché non riguarda una delle tante varianti di certificati a rendimento cedolare, che ormai da diverso tempo tendono a monopolizzare il mercato, ma riporta in auge una logica d’investimento più vicina al mondo azionario, di tipo strettamente direzionale, che presuppone cioè un’esposizione diretta rispetto all’andamento del sottostante. A questo proposito, i cinque certificati in questione non sono inoltre legati a panieri, ma a singoli asset, tre indici (EuroStoxx Select Dividend 30, EuroStoxx Banks e Ftse Mib) e due titoli (Eni e Intesa Sanpaolo), tutti con scadenza 9 dicembre 2032, senza alcuna opzione di esercizio anticipato.
Nel concreto, i Protection 100% di Unicredit sono certificati a capitale protetto, che da una parte garantiscono un rimborso minimo a scadenza del tutto svincolato dall’andamento del sottostante e dall’altra prevedono una partecipazione lineare diretta all’andamento dell’indice o titolo cui sono legati. Per quanto riguarda il primo elemento, il fattore di protezione è pari per tutti al 100%, come facilmente intuibile anche dalla denominazione, e questo significa che a scadenza garantiranno tutti almeno il rimborso del valore nominale: anche nel caso di un forte ribasso del sottostante, il prezzo minimo di liquidazione di questi prodotti non potrà mai essere inferiore a 100 euro. Quanto alla partecipazione lineare, questi certificati prevedono coefficienti diversi, che tra l’altro incorporano tutti anche un minimo effetto leva: il Protection 100% su Intesa Sanpaolo prevede per esempio un fattore di partecipazione pari a 1,45 (145%) e questo significa che l’eventuale performance positiva che il titolo bancario saprà maturare nel corso dei prossimi anni, sarà amplificata del 45% dal relativo certificato. Scorrendo la tabella dei prodotti si può apprezzare come il Protection 100% sull’indice EuroStoxx Select Dividend 30 raggiunga invece un effetto leva di 2,5 (250%), permettendo così di più che raddoppiare l’eventuale performance positiva del benchmark continentale.
Da notare inoltre che questo effetto moltiplicativo non sarà limitato da alcun Cap: nessuno di questi certificati prevede infatti un limite di rimborso massimo a scadenza: quanto maggiore sarà la performance positiva che l’indice o il titolo sarà in grado di maturare, tanto maggiore sarà il rendimento del relativo Protection. Rispetto a un investimento diretto nel sottostante, da una parte si potrà quindi beneficiare di una garanzia del capitale investito (protezione 100%) e dall’altra si potrà anche amplificare l’eventuale performance positiva. Per contro, si dovrà invece rinunciare ai dividendi che saranno staccati nei prossimi anni e che saranno di competenza solo dei possessori dei titoli, non dei certificati. Proprio per questo il certificato sull’EuroStoxx Select Dividend 30 è quello che presenta il fattore di partecipazione più generoso: il paniere dell’indice comprende infatti una selezione dei titoli europei che pagano i dividendi più corposi. (riproduzione riservata)