
A metà mese Unicredit ha quotato su Cert-X una nuova tranche di prodotti a rendimento cedolare, che investono ognuno su una coppia di titoli azionari, adottando il classico principio “Worst of”, che vincola l’esito dell’investimento all’andamento del sottostante che di volta in volta avrà maturato la performance peggiore. Nel dettaglio, la proposta comprende 16 Fixed Cash Collect con scadenza di tre anni e mezzo (19 ottobre 2028), che potrà però ridursi in funzione dell’opzione mensile di esercizio anticipato che si attiverà alla fine del primo anno (16 aprile 2026): se in una di queste finestre, entrambi i titoli in gioco, quindi anche il peggiore, avranno maturato una performance non negativa, cioè avranno archiviato un prezzo di chiusura non inferiore al 100% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato anticipatamente al suo valore nominale (100 euro) e sarà contestualmente ritirato dalla quotazione. Al contrario, cioè se almeno uno dei due titoli in gioco avrà maturato una performance negativa, il certificato proseguirà la sua vita almeno fino alla data di valutazione successiva, quando si riproporrà un’analoga verifica.
Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal prossimo 22 maggio, ognuno dei certificati in questione pagherà inoltre un premio fisso di tipo incondizionato, che non dipenderà cioè dall’andamento dei due sottostanti in gioco, ma sarà corrisposto in qualunque scenario di mercato. L’ammontare unitario di questi importi andrà da un minimo dello 0,51% lordo (pari al 6,12% lordo su base annua) del Fixed Cash Collect sulla coppia Allianz/Ferrari, a un massimo dello 0,75% lordo (pari al 9% lordo su base annua) di quello sulla coppia Amazon/Nvidia. Considerando la durata massima dell’investimento, ogni certificato potrà pagare un massimo di 41 premi mensili incondizionati, a cui andrà eventualmente ad aggiungersi un ulteriore importo che potrà essere corrisposto a scadenza, ma che dovrà però rispettare un vincolo prefissato, analogo a quello che potrà garantire la protezione condizionata del capitale.
Alla data di valutazione finale (19 ottobre 2028), quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infatti verificarsi due scenari alternativi: a) se entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari alla barriera, posta per tutti al 60% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale (100 euro) e pagherà anche l’ultimo premio mensile; b) se anche uno solo dei due titoli in gioco pagherà invece una perdita finale superiore al 40%, il certificato liquiderà un importo commisurato alla performance negativa del sottostante peggiore e non pagherà l’ultimo premio mensile. In quest’ultimo caso l’investimento avrà un risultato negativo, che sarà però in parte ammortizzato dagli importi incondizionati incassati nell’arco dei tre anni e mezzo di durata dello stesso. (riproduzione riservata)