La settimana sul mercato obbligazionario dell’Eurozona è iniziata dominata dalla calma, probabilmente per l’assenza di market mover determinanti e per il progressivo miglioramento del sentiment degli operatori. Il decennale italiano ha infatti aperto le contrattazioni all’insegna della stabilità e viene scambiato sul secondario per un tasso retributivo del 3,69%; lo spread tra Btp e Bund si mantiene prossimo all’area 200 durante tutta la seduta, segnando 202 basis point, in linea con i livelli della chiusura dello scorso venerdì. La Spagna invece resta ben al di sotto della soglia dei 200 punti base, con il rendimento del Bono iberico sceso al 3,53%, distante solo 186 centesimi dal fortino teutonico.
Gli unici spunti macroeconomici della giornata riguardano lo stato di salute dell’industria nell’Eurozona, che confermano la fragilità della tanto attesa ripresa. Da quanto comunicato dagli uffici di statistica francese e italiano, la produzione industriale ha subito un deterioramento nell’ultimo mese del 2013; nel dettaglio, in Francia la produzione industriale di dicembre è scesa dello 0,3% su base mensile contro l’aumento dello 0,2% previsto del consenso. Il dato ha subito una battuta d’arresto, dopo che a novembre aveva segna un +1,2% (valore rivisto al ribasso dall’1,3% preliminare); gli esperti della Ca' de Sass prevedono, tuttavia, che il mese di gennaio riporti un'accelerazione dell'attività. Anche in Italia, a dicembre, la produzione industriale ha perso quota, dopo aver messo a segno quattro rialzi consecutivi da agosto a novembre 2013: l'indice sull’industria del Belpaese è sceso dello 0,9% rispetto a novembre e dello 0,7% su base annua, chiudendo il bilancio del 2013 con una brusca riduzione del 3% della produzione industriale rispetto al 2012. Oltreoceano invece gli occhi restano puntati alla giornata di domani, quando la neo-eletta Janeth Yellen farà la sua prima apparizione davanti alla commissione bancaria del Senato nelle vesti di presidente della Fed.
Sul MOT, prosegue il sentiment di “risk on”, che vede i titoli di Stato a lunga scadenza in rialzo: in vetta ai più scambiati a tasso fisso si riconferma il BTP-1FB37 4%, in progresso dello 0,23%, seguito dal BTP-1MZ26 4,5% (0,18%) e dal BTP TF 4,75% ST28 EUR (+0,16%), mentre in testa alla classifica dei più tradati a tasso variabile il BTP ITALIA NV17 EUR guadagna lo 0,09%. Scivolano sotto la parità gli indicizzati BTPI-15ST23 2,6% (-0,23%) e BTPI-15ST26 3,1% (-0,15%). Fra i titoli non governativi, MPASCHI-15FB29 8 TM spicca nella classifica dei migliori, guadagnando il 2,89%, seguito da OPERE-19EU SD L.A.I (+0,53%), mentre cedono rispettivamente l’1,67% e l’1,62% RBS MG18 ROYAL VARIABILE MAX 6% e BERS-24EU SD LIFESTL –1,62%.