Seduta caratterizzata da un netto rialzo di tutti i listini europei, trascinati dalle attese degli investitori su un imminente accordo sul debito greco. Risulta sempre meno probabile la possibilità di un Grexit. La borsa di Atene, infatti, vola a +11,4% traendo sollievo della proposta del ministro delle finanze greco, Yanis Varoufakis, di un doppio swap sul debito piuttosto che di un haircut. Il primo swap indicizzato alla crescita dell’economia nominale del paese, con lo scopo di sostituire i prestiti dell’Eurozona, il secondo di tipo bond (obbligazioni perpetue), con l’intento di rimpiazzare quelli detenuti nel portafoglio della BCE.
Sul fronte obbligazionario greco si è evidenziata la discesa dei rendimenti a 2 anni sotto il 17% e rispettivamente i rendimenti a 5 e 10 anni sono scesi al 14,48% e al 8,87%.
Rilevanti inoltre i numeri diffusi dall’ISTAT, con l’Italia sempre più in deflazione: l’indice dei prezzi al consumo è sceso infatti al –0.6%, il più basso dal settembre 1959 ovvero da 56 anni. Deflazione causata principalmente dalla caduta dei prezzi del petrolio, visto che i prezzi dei carburanti su base annua sono diminuiti del 15,2%, e anche da un mercato interno fermo con una forte stagnazione dei consumi.
I rendimenti del decennale giapponese hanno evidenziato questa mattina un netto rialzo. Il costo di finanziamento del debito nipponico si è attestato allo 0,358%, superando il Bund che ha toccato i suoi minimi storici 0,313%. Lo spread tra Btp e Bund ha evidenziato un restringimento passando a 125 pb (1,60% ) mentre quello tra Bonos e Bund a 113,95 pb (1,49%).
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