Bassi volumi, tanta volatilità. L’indeciso sali e scendi dei bond si è ripetuto anche oggi in tutta l’eurozona. La Fed ha sottolineato che i deludenti dati macro USA sono influenzati da eventi transitori, mentre i verbali della Bce confermano gli effetti positivi del QE e chiedono ai governi europei di insistere sulle riforme strutturali. A innervosire il mercato è sempre il caso Grecia: il serbatoio della liquidità è in riserva nonostante l’Eurotower abbia alzato il tetto Ela di altri 200mln. Una scossa alle trattative dovrà arrivare dal G7 economico di Dresda della prossima settimana, mentre servirà a poco l’incontro di stasera a Riga tra Tsipras, Merkel e Hollande. L’intensa correlazione, vista negli ultimi 3 anni tra Bund e Treasury, è crollata nelle ultime sedute di mercato: oggi il rendimento decennale tedesco ha chiuso allo 0,634%. La curva italiana è rimasta molto vicina ai livelli di ieri: tasso quinquennale allo 0,776%, decennale all’1,85% e trentennale al 2,93%. Immutati gli spread: Btp/Bund a 121pb e Bonos/Bund a 116pb. Ricca l’agenda di dati macro: rallenta il Pmi composito dell’eurozona che si è attestato a 53,4pt, bene il manifatturiero mentre delude il Pmi servizi. In calo anche la fiducia dei consumatori europei, con l’indice preliminare di maggio a -5,5pt. Ai minimi da 15 anni i sussidi di disoccupazione americani mentre è più debole delle attese l’indice Fed Filadelfia sulle attività delle imprese della East Coast. Sul primario, Francia e Spagna hanno collocato rispettivamente 8,5 e 5,5 mld di titoli: in rialzo i rendimenti con la domanda molto forte sulle scadenze più brevi.(riproduzione riservata)